Anac: nessun regolamento su turnazione dirigenti delle pubbliche amministrazioni. Tanto meno della Rai

Nella notizia delle clamorose dimissioni di Eleonora Andreatta dalla direzione di Rai Fiction, pubblicata lunedì 22 giugno, scrivevamo che tra i motivi che potevano aver giustificato la decisione c’era “il trattamento ricevuto quando, presentando il piano di ristrutturazioni, l’ad Salini ha confermato Andreatta alla direzione di Rai Fiction sollevando l’opposizione dei consiglieri Borioni (Pd) e Laganà (dipendenti) perché gli otto anni di permanenza a capo di una direzione permessi dal regolamento dell’Anac (Autorità anticorruzione) erano in scadenza. Una cosa inaudita che sfiora la stupidità”.

Eleonora Andreatta (Foto ANSA)

L’Anac, che comprensibilmente non ha voglia di essere coinvolta nelle turbolenze di Viale Mazzini, ha voluto chiarire, parlando con l’AdnKronos che “Non c’è nessun regolamento dell’Anac dietro le dimissioni della presidente di Rai Fiction”. L’Autorità nazionale anticorruzione, scrive l’agenzia, nega qualunque coinvolgimento nell’addio da viale Mazzini di Tinny Andreatta e respinge le notizie sulla manager che sarebbe stata indotta a lasciare l’incarico anche perché ormai prossima al limite degli otto anni, spiegando che “La rotazione dei dirigenti è un principio generale che l’Anac ha sempre auspicato in alcuni atti di indirizzo, ma senza avere alcun potere diretto di imporle alle pubbliche amministrazioni. Non c’è dunque alcun ‘Regolamento Anac’ al riguardo: sono gli enti che si danno delle regole interne e prevedono un tetto alla durata degli incarichi dirigenziali. Tanto più che la Rai, essendo una società quotata, ha una libertà ben maggiore di un ente pubblico”.
Proprio una bella notizia, che chiarisce una volta per sempre le interpretazioni restrittive delle burocrazie di Viale Mazzini.

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