Campagna informativa contro le fake news e priorità a contenuti originali di fonti autorevoli. Nuove mosse di Facebook contro la disinformazione

Una campagna informativa per aiutare gli utenti a riconoscere ed evitare le fake news. E’ la nuova iniziativa di Facebook, grazie alla collaborazione con alcuni partner per il fact-checking, per far circolare sempre meno disinformazione, soprattutto sul Covid-19. La campagna si chiama ‘Le tre domande per aiutare a sradicare le notizie false’, apparirà sulla piattaforma attraverso una serie di annunci pubblicitari e si collegherà ad un sito web dedicato, www.stampoutfalsenews.com. Questi annunci chiederanno alle persone di mettere in discussione le informazioni che vedono nei post partendo da tre domande sulle notizie: Da dove viene? (se non c’è una fonte, cercala); Cosa manca? (non fermarti al titolo, leggi tutto l’articolo). Come ti fa sentire? (chi costruisce notizie false cerca di manipolare le emozioni). La campagna inizialmente raggiungerà un numero limitato di persone in tutta l’Unione Europea, oltre che nel Regno Unito e in Medio Oriente, Africa e Turchia, “verrà analizzata attraverso alcuni sondaggi che chiederanno alle persone cosa hanno imparato. Queste informazioni aiuteranno Facebook a creare altre iniziative di alfabetizzazione mediatica per il futuro”, hanno spiegato dal social. La campagna arriva dopo l’aggiornamento sulle notifiche di contesto “che permettono alle persone di sapere se gli articoli che stanno per condividere sono più vecchi di 90 giorni”.
“Aggiornamenti come questo assicurano che le persone abbiano il contesto di cui hanno bisogno per prendere decisioni informate su cosa condividere con gli altri su Facebook”.

Mark Zuckerberg
(Foto Ansa – EPA/MICHAEL REYNOLDS)

Ma non è l’unica novità. Il social ha anche deciso di modificare la sezione News Feed, dando maggiore risalto sulla timeline degli utenti a notizie originali e scritte da giornalisti riconosciuti.
“Daremo priorità agli articoli che identificheremo come originali su un fatto o su una storia in via di sviluppo”, ha spiegato la società. “Lo faremo guardando quali articoli saranno più spesso identificati come fonte originale. Cominceremo a farlo con quelle in lingua inglese e faremo lo stesso con le altre in futuro”.

Per gli utenti cambierà poco, ma “quando più storie sono condivise dai media e sono disponibili sul News Feed di una persona” verrà aumentata la visibilità “di quella più originale”.

“Continueremo a lavorare con editori e accademici per perfezionare questo approccio nel tempo”, ha spiegato ancora il social, che ha segnalato che saranno tenuti in considerazione anche i nomi dei giornalisti di una testata e, dove presenti chiaramente sul sito di un media, aumenteranno la raggiungibilità dei contenuti sul News Feed. “Abbiamo capito che gli editori che non includono queste informazioni spesso non hanno credibilità per i lettori e producono articoli clickbait”.

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