Facebook, Zuckerberg fiducioso: inserzionisti torneranno, ripercussioni più reputazionali che economiche da boicottaggio

Mark Zuckerberg non cede di fronte alla campagna di boicottaggio di alcuni inserzionisti che hanno sospeso la loro pubblicità su Facebook e la controllata Instagram accusando le piattaforme di non fare abbastanza per combattere l’odio online. A togliere i loro spot, sull’onda della mobilitazione di Black Lives Matter, sono stati pesi massimi come Coca-Cola, Starbucks, Adidas e Unilever.

In una videoconferenza con i dipendenti tenutasi venerdì scorso, rivela The Information, Zuckerberg si è detto convinto che gli inserzionisti torneranno “abbastanza presto” e che le conseguenze del boicottaggio avranno risvolti “più di reputazione e di partnership” che economici. In concreto, come ha sottolineato il Wall Street Journal, per quanto possano apparire importanti i marchi che hanno voltato le spalle al social network, l’impatto sui conti dell’azienda è per il momento davvero minimo. Secondo alcune stime infatti i primi 100 big spender valgono poco più del 6% dei ricavi del 2019.

Mark Zuckerberg (Foto Ansa – EPA/SHAWN THEW)

“Non stabiliamo le nostre politiche sulla base della pressione sul fatturato”, ha detto Zuckerberg ai dipendenti, “non stabiliamo le nostre politiche sulla base di nessuna pressione che possa arrivare dall’esterno, anzi, tendo a credere che se qualcuno ti minaccia perchè tu faccia qualcosa, il risultato sia metterti in una situazione nella quale diventa ancora più difficile farti fare quanto viene preteso perchè apparirebbe come una capitolazione e ciò, nel lungo termine, fissa incentivi negativi al ripetersi di episodi analoghi”.

“La conclusione”, ha aggiunto, “è che non cambieremo le nostre politiche e non cederemo su nulla perchè è minacciata una piccola percentuale dei nostri ricavi, o una qualsiasi percentuale dei nostri ricavi”.

Intanto Nick Clegg, head of global policy and communications di Facebook ed ex primo ministro britannico, ha difeso il social con una lettera aperta agli investitori, pubblicata sul sito Adage. “Facebook non trae profitto dall’odio”, ha scritto, sottolineando come sia su Facebook che su Instagram venga adottata tolleraza zero sui post con contenuti d’odio e le mosse e gli investimenti tecnologici fatti dal social per scovare queste minacce.

 

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