Agcom: SIC 2020 vale 50 miliardi, -6 causa Covid; perso un miliardo di ricavi adv; online cresce il peso delle piattaforme, cala quello dei publisher

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha pubblicato oggi sul proprio sito istituzionale la Relazione Annuale 2020 sulle attività svolte e i programmi di lavoro (PDF). Un allegato è appositamente dedicato all’emergenza epidemiologica Covid-19 che ha visto profondamente coinvolti i mercati sottoposti alla regolazione e vigilanza dell’Autorità.

Angelo Marcello Cardani (foto ANSA)

“Oggi, e nel prossimo futuro, il nostro Paese dovrà affrontare una nuova crisi economica, generata, questa volta, dall’emergenza legata al Covid-19. È presto ancora per avanzare previsioni di carattere generale, ma abbiamo ritenuto opportuno fornire una prima analisi dell’impatto che essa ha avuto sui mercati oggetto della nostra regolamentazione”. Lo scrive il Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Angelo Marcello Cardani, nella premessa della Relazione annuale 2020.

L’emergenza legata al coronavirus, scrive Cardani, “ha mostrato anche quanto rilevante sia stata l’evoluzione alla quale è stata sottoposta la missione affidata all’Autorità in tema di tutela del pluralismo e della parità di accesso ai mezzi di informazione. La profonda mutazione che ha caratterizzato il sistema dell’informazione in questi anni ha imposto nuovi strumenti d’analisi e interventi regolamentari innovativi”.

HIGHLIGHT DELLA RELAZIONE ANNUALE AGCOM 2020

I ricavi del sistema delle comunicazioni  calati del 6%  nel primo trimestre (11,6 miliardi di euro). 
Ha pesato il Covid, ma per l’audiovisivo è boom (+42% a marzo)

Nel complesso, il valore del sistema economico delle comunicazioni nei primi tre mesi del 2020, colpiti dalle conseguenze della pandemia da Covid-19 “stimato in 11,6 miliardi di euro di ricavi, risulta inferiore di quasi il 6% rispetto allo stesso periodo del 2019”. Lo rileva l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che ha pubblicato oggi la sua Relazione annuale dedicando una sezione alle conseguenze dell’emergenza da Covid-19.
Per quel che riguarda le telecomunicazioni, nel primo trimestre, il segmento della rete fissa ha subito una flessione dei ricavi più intensa (-7%) di quello della rete mobile (-2%), con una riduzione complessiva di circa 400 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell`anno precedente. Ciò a fronte di un deciso incremento dei volumi di traffico.

Nel settore dei media, che nel trimestre complessivamente si stima abbia perso oltre 200 milioni se confrontato con lo stesso periodo del 2019, la riduzione ha interessato tutti i comparti, ad eccezione dei contenuti audiovisivi online a pagamento (Vod), che a marzo, primo mese di lockdown, hanno fatto registrare un tasso di crescita considerevole (+42% rispetto a febbraio, +60% rispetto a marzo 2019), superando i 17 milioni di utenti unici.

Effetto negativo pandemia su settore tra 3 e 6 mld. Valore complessivo stimato a 50 miliardi di euro a fine 2020

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni prevede “un valore complessivo del settore delle comunicazioni che alla fine del 2020 potrebbe scendere al di sotto dei 50 miliardi di euro, con una perdita rispetto al 2019 dai 3 ai 5 miliardi, corrispondente a una variazione compresa tra il -6% e il -10%”.  “Guardando a quello che avrebbe potuto essere l`andamento complessivo del sistema delle comunicazioni nel 2020 – spiega l’Authority – e in assenza dell`evento congiunturale, l`effetto negativo prodotto dall`epidemia è stimabile tra i 4 e i 6 miliardi”.

Il settore delle comunicazioni ha avuto un ruolo centrale nell’emergenza Covid: intervenire sul lato della domanda per colmare il digital divide

Il settore delle comunicazioni ha giocato un “ruolo centrale nella gestione dell`emergenza epidemiologica da Covid-19 dimostrandosi, ancora una volta, l`asse portante di ampi segmenti del sistema economico e sociale”.  In questo quadro, spiega l’Authority, “la transizione alla ‘nuova normalità’ sta evidenziando questioni fondamentali che investono, in primo luogo, il ruolo delle infrastrutture e dei servizi di telecomunicazioni, fisse e mobili, e di internet quale precondizione per il godimento dei diritti sociali costituzionalmente garantiti: imprese, scuole, famiglie dipendono più che mai dalla garanzia di connettività sufficiente allo svolgimento in contemporanea di una varietà di attività online e dal grado di copertura delle reti a banda larga e ultralarga”.
Per l’Authority “il digital divide, in tutte le sue dimensioni, a partire da quella socio-economica, oltre che di divario infrastrutturale, emerge, in un periodo di crisi come quello attuale, come un fattore di domanda su cui intervenire per la ripresa della crescita in Italia”.

Causa Covid perso 1 miliardo di euro di ricavi pubblicitari , nonostante la crescita di  audience e di consumo dell’informazione

“Nonostante la crescita delle audience e del consumo di informazione rilevato almeno per televisione e internet, i risultati economici del primo trimestre dell`anno sono già fortemente negativi per tutti i mezzi di comunicazione e le previsioni elaborate lasciano supporre una flessione degli introiti pubblicitari (causata sia dalla minore disponibilità di spesa degli inserzionisti sia dall`abbassamento dei prezzi di vendita degli spazi pubblicitari) che a fine anno potrebbe oscillare tra l`11% e il 14%, con una perdita attesa nell`ordine del miliardo di euro rispetto al 2019”. Lo scrive l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni nella sua Relazione annuale che quest’anno contine eun approfondimento dedicato alle conseguenze sul settore derivanti dall’emergenza Covid-19.

Sostenere domanda per piano digitalizzazione Paese. È la sfida maggiore dei prossimi mesi

Il sostegno alla domanda si configura “come la sfida maggiore dei prossimi mesi”. Per l’Autorità “infatti, non solo la carenza di domanda di connettività rappresenta un problema multidimensionale complesso, nella misura in cui non dipende solo da fattori economici ma anche da fattori di ordine sociodemografico e culturali in senso ampio, ma è anche una condizione indispensabile per ripensare a un piano di digitalizzazione del Paese che sia efficace e che contempli contemporaneamente interventi sul versante infrastrutturale (technology push), sulla struttura della domanda (demand pull), nonché sulle crescenti problematiche legate alla sicurezza informatica”.

Rivedere il  piano della banda ultralarga, senza sprechi di risorse. Coordinare investimenti pubblici e privati

Razionalizzare risorse ed evitare inefficienze nel potenziamento delle reti di tlc nel paese. “In questa fase di rilancio dell`economia – sottolinea l’Autorità – per ridurre il gap infrastrutturale potrebbe essere utile accelerare il piano per le ‘aree grigie’ e rivedere il piano banda ultralarga per aggiornarlo e dimensionarlo, geograficamente, tecnologicamente ed economicamente, alla luce degli interventi infrastrutturali che intanto gli operatori privati hanno realizzato e in vista del potenziamento di servizi come la didattica a distanza e lo smart working”.
“Inoltre, è auspicabile che si realizzi un piano di cablatura almeno degli edifici scolastici e degli uffici pubblici. In questo quadro di interventi infrastrutturali, un`attenzione particolare dovrebbe essere rivolta a razionalizzare le risorse ed evitare inefficienze, coordinando gli investimenti pubblici e privati e utilizzando il mix di tecnologie disponibili (fibra ottica, ma anche tecnologie radio) nel rispetto della neutralità tecnologica”, evidenzia l’Agcom.

Il 12,7% degli studenti è stato senza didattica a distanza. Dati inaccettabili per una democrazia evoluta

Il 12,7% degli studenti non ha usufruito della didattica a distanza.  “Al riguardo – si legge – durante il periodo di emergenza, secondo i dati rilevati dall`Autorità, una parte consistente di studenti è stata tagliata fuori dal processo educativo”.
“Se sulla strutturale carenza di domanda di connessione veloce e sul divario digitale si innestano le disparità economiche – evidenzia l’Agcom – il rischio concreto è che l`Italia non solo non possa progredire sulla strada della digitalizzazione, ma che anzi si ritrovi ad affrontare nuove e crescenti situazioni di esclusione sociale di ampie fasce della popolazione”.
Per l’Authority “questi dati sono inaccettabili per una democrazia evoluta e devono far riflettere sulla circostanza che è molto concreto il rischio di esclusione sociale, se alle problematiche di ordine tecnico-organizzativo (come quelle che si sono certamente presentate nel periodo di emergenza sanitaria) si aggiungono disparità economiche e sociali e si immagina in futuro un utilizzo più intensivo di modelli educativi e professionali a distanza”.

 

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