Cyberbullismo e web, Soro (Garante privacy): “Necessarie nuove tutele”. E su Tik Tok “rischio pesanti violazioni”

“Le relazioni intessute online, la condivisione sui social di ogni più intimo frammento di vita, la percezione del mondo sempre più mediata dalla Rete impongono nuove esigenze di tutela, a fronte dell’inadeguatezza delle categorie tradizionali del diritto a normare fenomeni in continua evoluzione, come le tecnologie che li plasmano”. A sottolinearlo è il presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro, nel corso di una audizione davanti alla Commissione bicamerale per l’Infanzia e l’adolescenza.

Antonello Soro (Foto ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

“Il cyberbullismo”, ha poi spiegato Soro, “le vessazioni esibite da ragazzi in danno di coetanei, il revenge porn, ma anche il più rigido conformismo e l’emarginazione di chiunque pensi o agisca diversamente dalla maggioranza, sono solo alcune delle implicazioni dell’uso distorsivo della Rete: ancor più drammatiche perché coinvolgono minori. Da veicolo di straordinarie opportunità di crescita ed emancipazione, il web rischia infatti, se vissuto in assenza della necessaria consapevolezza, di esporre a pericoli sottostimati ragazzi sempre più fragili, nello iato tra illusione di autonomia e introiezione di regole, esperienza della libertà ed esercizio di responsabilità. Anche perché la rete è lo spazio dove oggi lasciamo più soli i minori: proprio coloro che nelle strade delle nostre città accompagniamo, con apprensione, passo passo, già molto prima hanno ‘navigato’, tanto autonomi quanto vulnerabili”.
Inoltre, secondo una ricerca della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), ha ricordato il Garante, “l’80% del campione dichiara di aver ricevuto dai genitori limitazioni solo in ordine al tempo di utilizzo dei dispositivi telematici, al carattere chiuso dei profili social, al divieto di accesso a siti porno, ma non regole di condotta più puntuali”. Non solo: “oltre il 50% dei ragazzi tra gli 11 e 17 anni avrebbe subito episodi di bullismo e tra chi utilizza quotidianamente il cellulare (85,8%), ben il 22,2% sarebbe stato vittima di cyberbullismo, oltre che di ‘trolling’ da parte di coetanei, percepite come particolarmente umilianti.
La Rete è, infatti, anche il luogo in cui, nell’illusione dell’anonimato, minori violano altri minori.
    “Dalla violenza carnale, agìta offline e poi esibita online – ha proseguito Soro – all’hate speech; dalla ‘servitù volontaria’ cui si espone la ragazza che si vende in rete, al cyberbullismo. Proprio questo è, forse, l’aspetto più tragico dell’uso violento della rete: in cui cioè l’autore e la vittima partecipano della stessa fragilità e della stessa inconsapevolezza del ‘risvolto’ reale e concretissimo di ogni nostra azione nel digitale. Il ‘bullo’ si illude di potersi celare dietro l’anonimato o comunque sottovaluta la portata di quello che fa, non avendo la percezione di come un clic possa portare con sé la distruzione di una vita”.

Su Tik Tok
– “TikTok non solo per la sua proprietà cinese, quindi di un Paese estraneo alle regole di tutela dei dati personali vigenti in Europa, ma anche per la scarsa abitudine all’utilizzo di uno strumento cosi sofisticato come quello che consente ad un utente anche molto piccolo di autoorganizzare dei video, si espone alla possibilità di violazioni anche molto pesanti”, ha ribadito Antonello Soro, rispondendo ad una domanda nel corso di una audizione davanti alla Commissione bicamerale per l’Infanzia e l’adolescenza.
La task force europea chiamata a vigilare sul trattamento dei dati da parte della piattaforma “si è insediata da alcune settimane. Il problema è accendere i riflettori tutte le volte che è possibile su un mondo largamente inesplorato in cui la facilità nel ricorso all’utilizzo di una piattaforma, di un social o di qualsiasi altro strumento online tende a far diventare consuetudine la scarsa vigilanza. Che è poi quanto accaduto con i principali social per cui per molto tempo, e ancora oggi in larga misura, nessuno si è posto il problema di quale fosse il rischio di una vita priva di filtri e di protezioni nella quale minori e adulti si infilano con grande facilità”.

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