La reputazione è anche una questione di intelligenza (artificiale). Sec investe 1,5 milioni di euro

C’era un tempo nel quale la reputazione viaggiava con il passaparola. Era sufficiente convincere (con le buone, e a volte anche con le cattive maniere) un gruppo di persone influente della bontà delle proprie azioni per godere di buona fama. Quel tempo non esiste più. La pervasività delle fonti pubbliche – stampa, audio, video, web, social – la digitalizzazione diffusa e la conseguente esplosione dei dati hanno reso praticamente impossibile per qualsiasi essere umano o gruppo di pressione il controllo della comunicazione e della reputazione.
Nasce da questa considerazione il progetto ideato da SEC Newgate , prima società italiana di Comunicazione, Advocacy e Ricerche e decima nel mondo con sedi in 15 Paesi, che ha chiuso il 2019 con ricavi per 79,5 milioni di dollari. Tre anni di lavoro e un investimento da 1,5 milioni di euro – propiziato anche dalle opportunità previste per l’industria 4.0 volute dall’allora ministro Carlo Calenda – hanno portato alla nascita di True, una piattaforma innovativa di analisi semantica per la misurazione e la conoscenza della reputazione. True utilizza l’intelligenza artificiale per leggere in profondità le fonti pubbliche al fine di estrarre la percezione di un’organizzazione, di un brand, di un prodotto, di un servizio o di una persona. In una parola il valore che i diversi interlocutori percepiscono rispetto a una realtà, individuale o collettiva che sia.

Fiorenzo Tagliabue, presidente e fondatore della Sec

“Noi tutti sappiamo come una parola sbagliata possa fare crollare i mercati”, ha ricordato Fiorenzo Tagliabue, Ceo di Sec Newsgate, presentando la nuova piattaforma, “la prima al mondo in grado di analizzare in tempo reale tutte le fonti pubbliche individuando giudizi, comportamenti ed emozioni rispetto alle cinque dimensioni caratteristiche di ogni organizzazione complessa: products & services, innovation, performance, governance, citizenship”. Uno strumento fondamentale, per adesso disponibile in cinque lingue (italiano, francese, inglese, spagnolo e tedesco), che consente alle aziende di leggere in tempo reale gli impatti reputazionali di avvenimenti e conversazioni nell’ecosistema della comunicazione.
E non è più solo una questione di profitto. Negli ultimi anni, e ancora di più dopo l’emergenza imposta dalla pandemia Covid-19, abbiamo capito che il valore di una azienda si misura anche sulla sua capacità di creare valore per la salute delle persone, dei luoghi e del pianeta: la salute economica non può essere valutata disgiuntamente da fattori quali l’impatto ambientale, quello sociale e dalla sostenibilità.
La grande innovazione introdotta da True, ha spiegato Maurizio Zollo – direttore del dipartimento di Management and Entrepreneurship alla Imperial College Business School di Londra e direttore scientifico del centro Leonardo, che ha partecipato allo sviluppo del progetto – è la sua “capacità di misurare gli impatti reputazionali relativi sia agli aspetti emotivi sia a quelli cognitivi. Le imprese devono imparare a integrare nelle strategie questi interessi, questi bisogni che ormai sono parte integrante dell’indice di reputazione, perché creare valore è un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti”.
Come ha ricordato nel corso della presentazione l’esperto di innovazione Alberto Mattiello, “abbiamo impiegato gli ultimi 20 anni per fare la trasformazione digitale, adesso l’intelligenza artificiale ha la possibilità di dispiegare tutte le sue potenzialità impattando su tutti i processi digitalizzati e abbattendo i costi: dobbiamo aiutare le aziende a capire come il mondo cambierà nei prossimi tre-cinque anni, e come l’economia delle predizioni impatterà sempre più sul mercato passando dalla digital transformation alla cognitive transformation”.

Un passaggio epocale al quale le aziende dovranno farsi trovare preparate, con manager in grado di gestire il business, ma soprattutto gli algoritmi, perché in un mondo di dati nessun essere umano potrà prendere decisioni, delineare tattiche e strategie senza l’ausilio delle capacità di calcolo e di previsione delle macchine.
Il progetto, guidato da Erika Elia, project leader di Sec Newsgate, si è avvalso anche della tecnologia Cogito di Expert System, che è in grado di analizzare semanticamente qualsiasi tipo di testo, mentre le fonti pubbliche sono fornite dai partner Mimesi per i media  e Blogmeter per i social.
“In un momento cruciale come quello dell’emergenza che stiamo vivendo, sono orgoglioso di presentare un’innovazione come True – ha detto Fiorenzo Tagliabue – che accoglie fino in fondo la sfida della trasformazione digitale alla comunicazione, e dell’intelligenza artificiale in particolare. Oggi abbiamo una piattaforma in grado di misurare in tempo reale sulla base dei dati come le persone percepiscono una azienda, che è poi il suo valore reputazionale”. Uno strumento che, unito alle capacità previsionali, sarà sempre più indispensabile per chi ha l’onere e l’onore di tracciare tattica e strategia di una azienda.

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