Tim: voci di esclusione di Huawei dalla gara per il 5G in Italia e Brasile

Tim non ha invitato Huawei a partecipare alla gara per la fornitura di apparecchiature 5G per la sua rete che si appresta a costruire in Italia e in Brasile. Fra i fornitori invitati – racconta Reuters che per prima ha lanciato la notizia – ci sarebbero Cisco, Ericsson, Nokia e Mavenir and Affirmed Networks, società recentemente acquistata da Microsoft. 
Al momento non risultano commenti da parte dei vertici di Huawei in Italia e Brasile.
Secondo fonti riprese dalle agenzie, la scelta della telco italiana non sarebbe politica, ma di natura strettamente industriale, con la compagnia che prosegue così anche nel suo percorso di diversificazione dei fornitori.

La sede di Tim a Rozzano (Milano) (Foto Ansa / Matteo Bazzi)

In ogni caso, la mossa arriva dopo che nei giorni scorsi era circolata la voce che l’Italia stava considerando se escludere il colosso cinese Huawei dalla realizzazione delle reti di nuova generazione. Questo a seguito delle preoccupazioni che il 5G possa aprire alla Cina la strada per spiare le principali reti di telecomunicazione del mondo occidentale, con gravi conseguenze per la sicurezza.
Una preoccupazione tra l’altro più volte espressa dagli Usa, e che ha fatto breccia in diversi governi. Nei giorni scorsi il governo inglese di Boris Johnson ha frenato sul coinvolgimento della società cinese nel 5G nazionale, dopo un iniziale e limitato via libera a gennaio. In Francia invece il gigante cinese non sarà fatto oggetto di un “bando totale” dal mercato, ma gli operatori francesi che utilizzano la sua tecnologia riceveranno autorizzazioni per continuare a farlo per un massimo di otto anni.

Nel pomeriggio Tim Brasil in una nota ha negato di aver già definito i fornitori di apparecchiature per il sistema 5G. “Tim Brasil informa che, contrariamente a quanto recentemente annunciato, i fornitori di apparecchiature per il sistema 5G non sono ancora stati definiti. La società effettuerà il suo processo di acquisto, sempre guidato da criteri di alta qualità e prezzi competitivi, seguendo le regole definito dalle istituzioni brasiliane”.

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