Rai1, Fedeli su attacchi a Coletta: stop gossip, si parli di competenze, risultati e prospettive

Non sono ancora chiari i programmi che ha in testa Stefano Colletta, nuovo direttore di Rai 1 (si sapranno alla presentazione dei palinsesti il 16 luglio), e allora inizia ad agitarsi sui social un demenziale chiacchiericcio sulla gayizzazione della prima rete Rai, con riferimento implicito alle preferenze sessuali del nuovo direttore.

Stefano Coletta (Foto ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

Valeria Fedeli parlamentare Pd, membro della commissione di Vigilanza Rai, ha deciso di stigmatizzare questi comportamenti barbari con l’intervento che pubblichiamo qui di seguito.

“Considero molto grave e del tutto improprio che, mentre le cittadine e cittadini italiani sono alle prese con sofferenze e difficoltà dovute al Covid, il principale argomento di discussione in Rai e sulla Rai sia l’orientamento sessuale di chi ci lavora. Al di là del fatto che si tratta di polemiche squalificanti per chi le agita e certamente non per i professionisti citati e coinvolti, in una fase in cui tutti i soggetti pubblici sono chiamati a un grande sforzo di ricostruzione e a una prova di responsabilità verso il Paese, è di competenza, qualità, risultati, prospettive, obiettivi che si dovrebbe discutere, non certo di gossip”.

E su questo piano credo che per il direttore di Rai Uno, Stefano Coletta, parlino i successi ottenuti sia a Rai Tre, con la scelta vincente di uno storytelling popolare, fatto di storie di persone comuni, le conduzioni al femminile, il rinnovamento dei linguaggi, che nella rete ammiraglia dove, ad esempio, il Festival di Sanremo ha segnato il record di ascolti”.

Valeria Fedeli (Foto ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

“È evidente che siamo di fronte a un gap tra i risultati del lavoro delle persone e il pregiudizio circa la loro vita personale. Un gap che va assolutamente superato perché nuoce a tutti: al prodotto che il servizio pubblico deve realizzare e, ovviamente, alla dignità umana e professionale delle persone stesse. Anche per questo, perché va a contrastare ogni forma di violenza e odio omotransfobico, come legislatori abbiamo il dovere politico, sociale e culturale di approvare al più presto la legge presentata alla Camera, per il rispetto e la valorizzazione di tutte le differenze che sono fondamentali per un rilancio e una crescita davvero inclusivi di tutto il Paese”.

 

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