Al via la digital fashion week di Milano. Capasa: trend negativi, ma da evento segnale positivo

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“I trend economici non sono positivi, come potete immaginare. L’industria del fashion sta sperimentando una perdita tra il 20 e il 30%”. Sono i numeri con cui il presidente della Camera Nazionale della moda, Carlo Capasa, ha riassunto la situazione del settore, generati dall’emergenza Covid-19. L’occasione, la conferenza stampa di apertura della Milano Digital Fashion Week, l’appuntamento promosso dall’associazione per presentare in streaming le collezioni Uomo e pre-collezioni Uomo e Donna per la primavera – estate 2021 in tempi di emergenza Covid.

Carlo Capasa (Foto ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Più di quaranta i marchi presenti in calendario, che da oggi al 17 luglio propongono sfilate, video e performances su una piattaforma ad hoc.
“Sono tempi davvero molto difficili per il nostro settore. Ma la Milano Digital Fashion Week vuole dare un messaggio positivo e di energia. E lo dimostra il fatto che così tanti marchi partecipino alla nostra fashion week e che siamo tutti qui a dare questo messaggio di speranza e fiducia nel settore”, ha aggiunto Capasa. “Quest’anno abbiamo 41 marchi che sfileranno nella nostra piattaforma e 21 nomi italiani nuovi e internazionali”.

“In questi tempi critici dobbiamo tirare fuori il meglio dalle circostanze, per cui andiamo ‘digital’. È qualcosa di diverso ma adesso non è il caso di pensare che dobbiamo tornare al business di prima il più in fretta possibile. Dobbiamo andare a cercare una nuova normalità, una normalità diversa”, è stato il saluto del sindaco di Milano, Giuseppe Sala. “Il mondo della moda, ha aggiunto, è fondamentale per molte ragioni, per esempio per il lavoro”.

L’appuntamento è realizzato con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e di Ice Agenzia. Tanti i partner internazionali che amplificano il segnale nel mondo: Kommersant Publishing house per la Russia; Tencent Computer Systems Company Limited, per la Cina continentale; The Asahi Shimbun, per il Giappone e The New York Times per gli Stati Uniti. Mentre Urban Vision, li diffonde a Milano, attraverso maxischermi posizionati in punti strategici della città.