Privacy: la Corte Ue annulla l’accordo sul trasferimento dei dati personali negli Stati Uniti

La Corte di giustizia europea ha annullato un accordo cruciale per il trasferimento di dati tra Europa e Stati Uniti. Con la sentenza, arrivata a sorpresa, i giudici hanno invalidato l’accordo, noto come ‘Privacy Shield’, sostenendo che non fornisce ai cittadini europei sufficienti garanzie,a causa del rischio rappresentato dai programmi di sorveglianza americani sulla protezione di questi dati.

Secondo la Corte, “ai sensi del regolamento generale sulla protezione dei dati (Gdpr) il trasferimento dei suddetti dati verso un Paese terzo può avvenire, in linea di principio, solo se il Paese terzo considerato garantisce a tali dati un adeguato livello di protezione”, si legge nella decisione dei giudici.

Privacy Ue (Foto CC0 Creative Commons)

La decisione dei giudici potrebbe creare diversi problemi alle multinazionali americane e europee che proprio sul trasferimento di questi dati, e sul loro utilizzo, fondano buona parte del loro business. La sentenza, ad esempio, potrebbe costringere società come Facebook, Apple o Google a dover ripensare la propria strategia industriale o ad affrontare costi notevoli per la creazione di centri per la raccolta dati in Europa.

“Il giudizio odierno” della Corte di giustizia Ue sulla privacy “è una altra pietra miliare nel nostro impegno a garantire che i dati personali siano completamente protetti nell’Ue e nei suoi trasferimenti al di fuori dell’Ue”. Così il commissario europeo Didier Reynders. “Lavorerò a stretto contatto con le autorità nazionali per la protezione dei dati e con l’European Data Protection Board”, ha aggiunto precisando che da oggi sarà in contatto con la controparte statunitense e “non vedo l’ora di lavorare in modo costruttivo con loro per sviluppare un meccanismo di trasferimento rafforzato e duraturo”. “La Corte ha confermato la validità delle clausole contrattuali standard, un importante strumento di trasferimento dei dati ai sensi del GDPR – ha aggiunto Reynders -. Studieremo attentamente la sentenza e rifletteremo sui modi operativi per rafforzare i nostri trasferimenti di dati”.

Deluscione sull’altra sponda dell’Atlantico. “Stiamo studiando la decisione per comprenderne appieno l’impatto pratico”, ha dichiarato il segretario Usa al Commercio Wilbur Ross. “Resteremo in stretto contatto con la Commissione Ue – ha aggiunto -. Speriamo di limitare le conseguenze negative per le relazioni economiche transatlantiche pari a 7,1 trilioni di dollari che sono così vitali per i nostri rispettivi cittadini, aziende e governi”.
“I flussi di dati sono essenziali non solo per le aziende tecnologiche, ma anche per le aziende di ogni dimensione in ogni settore”, ha aggiunto Ross. “Man mano che le nostre economie continuano il loro recupero post-Covid-19, è fondamentale che le aziende – inclusi gli oltre 5.300 attuali partecipanti allo scudo per la privacy -, siano in grado di trasferire i dati senza interruzione, coerentemente con le forti protezioni offerte dal Privacy Shield”.

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