Il decreto Rilancio è legge. Ecco le misure per l’editoria

L’aula del Senato ha approvato con 159 voti a favore e 121 contrari il decreto Rilancio, su cui il governo ha posto la fiducia. Il testo è quindi convertito in legge. L’assemblea di Palazzo Madama ha votato il provvedimento nella formulazione approvata dalla Camera, senza apportare modifiche a quel testo. Con questo voto sono definitivamente approvate le misure urgenti per il rilancio dell’economia, del lavoro e il rafforzamento della sanità, un pacchetto di misure dal valore di oltre 55 miliardi di euro.

L’aula del Senato fotografata dalla tribuna stampa (Foto ANSA/ ALESSANDRO DI MEO)

Per quanto riguarda nello specifico il settore dell’editoria le misure, che si aggiungono a quelle generali, sono le seguenti:

Credito imposta per investimenti pubblicitari al 50%. L’importo massimo dell’investimento ammesso al credito d’imposta è elevato dal 30 al 50% (in termini assoluti, non incrementali). Viene posto un tetto di spesa pari a 60 milioni di euro complessivi. Di questa somma, 40 milioni di euro sono a fronte di investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche online, e nel limite di 20 milioni per gli investimenti pubblicitari effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato. Diversamente dalle prime formulazioni, che le escludevano, rientrano in questo secondo pacchetto anche le tv commerciali nazionali, che faranno verosimilmente la parte del leone nelle assegnazioni, abbassando drasticamente il livello dei crediti per le emittenti minori a causa del meccanismo del riparto.

Forfettizzazione rese giornali al 95%.  Per l’anno 2020 si introduce un regime straordinario di forfettizzazione delle rese di giornali quotidiani e periodici, ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, con la riduzione del 95% invece dell’80% previsto in via ordinaria. L’intervento è volto a sostenere i prodotti editoriali in edizione cartacea; esclusi dall’agevolazione i giornali pornografici.

 Credito d’imposta 8% per l’acquisto della carta dei giornali. Previsto in via straordinaria, per l’anno 2020, un credito d’imposta per le spese sostenute per l’acquisto, nel 2019, della carta utilizzata per la stampa di quotidiani e periodici.  Il credito di imposta è pari all’8% ed è a favore delle imprese editrici di quotidiani e di periodici iscritte al registro degli operatori di comunicazione (ROC), ma non è cumulabile con il contributo diretto alle imprese editrici di quotidiani e periodici. Fissato un tetto di spesa pari a 24 milioni di euro per il 2020.

Bonus una tantum 500 euro per edicole. Si riconosce un bonus una tantum agli esercenti delle edicole, a titolo di sostegno per gli oneri straordinari sostenuti per lo svolgimento dell’attività durante l’emergenza sanitaria connessa alla diffusione del COVID-19. Il bonus spetta alle persone fisiche esercenti punti vendita esclusivi per la rivendita di giornali e riviste, non titolari di redditi da lavoro dipendente o pensione. Arriva fino a un massimo di € 500, entro il limite di spesa complessivo di 7 milioni di euro per il 2020, previa domanda diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri. Se le richieste supereranno la disponibilità si procederà a riparto.

Credito d’imposta 30% per le testate digitali. Alle imprese editrici di quotidiani e di periodici editi in formato digitale che occupano almeno un dipendente a tempo indeterminato, viene riconosciuto – quale misura di sostegno fiscale a seguito dell’emergenza sanitaria da COVID-19 – un credito d’imposta pari al 30% della spesa effettiva sostenuta nel 2019 per l’acquisizione dei servizi di server, hosting e banda larga. E’ stato fissato un tetto di spesa di 8 milioni di euro. Il credito d’imposta è alternativo e non cumulabile, in relazione a medesime voci di spesa, con ogni altra agevolazione prevista da normativa statale, regionale o europea, salvo successive diverse disposizioni. In particolare il credito in questione non è cumulabile con il contributo diretto alle imprese editrici di quotidiani e periodici. Un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, fisserà le modalità, i contenuti, la documentazione richiesta ed i termini per la presentazione della domanda.

Procedure agevolate per pagamento contributi diretti editoria. Per l’erogazione della prima rata dei contributi diretti all’editoria sono previste in via straordinaria procedure agevolate, con il differimento a fine anno del versamento del contributo previdenziale.

Riequilibrio finanziario dell’INPGI e sospensione commissariamento. Slitta dal 30 giugno al 31 dicembre 2020 il termine entro cui l’Inpgi, l’istituto previdenziale dei giornalisti, deve trasmettere ai ministeri vigilanti un bilancio tecnico attuariale che attesti l’esito delle iniziative di risanamento intraprese. In caso di mancato conseguimento del risanamento resta ferma l’emanazione di uno o più regolamenti governativi per l’ampliamento della platea contributiva dell’Inpgi. Viene posticipato alla stessa data il termine finale della sospensione della nomina di un commissario previsto in caso di disavanzo economico patrimoniale dell’ente previdenziale.

Contribuzione figurativa per giornalisti ammessi a cassa integrazione in deroga. Si dispone l’accreditamento presso l’Inpgi (e non all’Inps, come altrimenti sarebbe stato) della contribuzione figurativa dei giornalisti dipendenti ammessi a cassa integrazione in deroga, iscritti alla relativa gestione sostitutiva. La norma evita la dispersione degli stessi contributi per i giornalisti che non abbiano una posizione aperta presso l’Inps.

Proroga al 31/12/21 contratti convenzioni agenzie di stampa con P.Chigi. Proroga fino al 31 dicembre 2021 – in luogo del 30 giugno 2020 finora previsto – della durata dei contratti di convenzione già in essere, stipulati dalla Presidenza del Consiglio con le agenzie di stampa per l’acquisto di servizi giornalistici e informativi.

Contributo straordinario alle emittenti locali. Viene istituito un contributo straordinario di 50 milioni di euro per i servizi informativi connessi alla diffusione del contagio da COVID-19 a beneficio delle emittenti radiotelevisive locali per l’anno 2020, a fronte della trasmissione di messaggi di comunicazione istituzionale relativi all’emergenza sanitaria all’interno dei propri spazi informativi. Sarà il ministero per lo Sviluppo economico ad emanare i decreti con i criteri e le modalità di verifica previste per l’erogazione, in base alle graduatorie per l’anno 2019. In questo anno hanno presentato la richiesta di contributo al MISE 999 soggetti: 151 TV commerciali, 217 radio commerciali, 306 TV comunitarie e 325 radio comunitarie. La pubblicazione delle graduatorie avviene sul sito del MISE.

Disposizioni in materia di tutela del diritto d’autore. E’ una importante norma anti-pirateria inserita nel corso dell’esame in commissione della Camera. Per colpire i canali che pubblicano massivamente senza permesso e senza il riconoscimento del diritto d’autore articoli e anche interi giornali (spesso sono società con sedi estere ed extra Ue, per tutti vale l’esempio di Telegram), si è utilizzato un escamotage. La norma prevede che l’AGCOM possa ordinare la fine delle violazioni del diritto d’autore ai fornitori di servizi della società dell’informazione che utilizzano, anche indirettamente, numerazioni nazionali (per internet). AGCOM può chiedere la rimozione dei contenuti. Anche il sistema sanzionatorio viene modificato e inasprito, ancorandolo al fatturato delle società inadempienti: la pena pecuniaria va da un minimo di 10 mila euro, fino ad un massimo del 2% del giro d’affari.

Norma “salva-Gazzetta del Mezzogiorno” (ma non solo). Si modifica la norma sulla cessazione della testata consentendone l’acquisto da parte di una cooperativa giornalistica o di un consorzio tra giornalisti e lavoratori dell’editoria, anche in caso di fallimento dell’editore. Cooperativa o consorzio potranno essere autorizzati dal giudice delegato a stipulare un contratto di affitto dell’azienda per un periodo non superiore a sei mesi.

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