Bach, presidente Cio: “No a Olimpiadi a porte chiuse. A rischio i Giochi invernali di Pechino”

Dopo lo spostamento al 2021, i Giochi Olimpici estivi di Tokyo, che dovrebbero svolgersi dal 23 luglio all’8 agosto del prossimo anno, sono ancora in forte dubbio. Lo ha fatto capire chiaramente Thomas Bach, presidente del Cio, nel corso di una teleconferenza con la stampa, nella quale ha garantito di voler evitare la possibilità che i prossimi Giochi si disputino a porte chiuse: “Ci sono scenari multipli, ma non è quello che vogliamo”.

Thomas Bach (foto Ansa – EPA/JEAN-CHRISTOPHE BOTT)

Bach ha chiarito che il Cio, insieme agli organizzatori locali, sta lavorando affinché i Giochi si svolgano regolarmente, ma la salute va messa al primo posto: “Prima di tutto la nostra priorità riguarda la sicurezza di tutti i partecipanti – ha affermato – l’OMS sta svolgengo un ruolo molto importante. Quindi continuiamo ad essere guidati dai consigli dell’Organizzazione mondiale della sanità e basandoci su questi ci stiamo preparando a molteplici scenari”.

Nel frattempo a preoccupare gli appassionati e gli organizzatori delle Olimpiadi si aggiunge anche la decisione già presa dal Cio di spostare le Olimpiadi Estive della Gioventù in programma a Dakar, in Senegal, nel 2022.

Una cancellazione delle Olimpiadi Estive di Tokyo potrebbe condizionare anche il regolare svolgimento delle Olimpiadi invernali di Pechino, in programma soltanto sei mesi dopo, dal 4 al 20 febbraio 2022. Ad affermarlo è Dick Pound, ex vice presidente del Cio ed ex capo della WADA, oggi membro del CIO.
“Mettendo per un attimo da parte l`aspetto politico, se ci fosse il problema Covid per le Olimpiadi di Tokyo a luglio ed agosto, sarebbe difficile da immaginare che questo non avrebbe un effetto anche sui successivi Giochi di Pechino, in programma appena cinque mesi dopo”.

Oltre alla questione Covid-19, sui Giochi di Pechino pende anche la questione politica. Con il presidente degli stati Uniti Donald Trump che accusa la Cina di essere responsabile dell’epidemia, la Cina risponde con la possibilità che la Cina possa prendere in considerazione di impedire agli Stati Uniti di partecipare alle Olimpiadi se il paese a stelle e strisce non dovesse prendere in mano il controllo dell’emergenza del virus: “Almeno una parte degli Stati Uniti sta pianificando una campagna elettorale anti cinese – ha spiegato Pound – e se sei un teorico della cospirazione potresti anche affermare che l`OMS è fortemente influenzato dalla Cina, sopratutto se gli USA dovessero uscirne, che potrebbe andare da esso a dire che negli USA la situazione riguardo al Covid-19 non è positiva, tanto che sarebbe pericoloso far giungere gli statunitensi in Cina. Questa ovviamente è una supposizione estrema. Ci sono tante cose folli che potrebbero accadere”.

Al momento comunque il CIO non sta ancora pensando alle Olimpiadi di Pechino: “Le Olimpiadi cinesi certamente non saranno discusse nella prossima sessione del CIO in programma venerdì – ha chiarito Pound – nella quale principalmente si valuteranno rapporti e problematiche riguardo cosa fare con le Olimpiadi di Tokyo. Pechino al momento non è ancora sul tavolo e penso che sarebbe una cosa inutilmente complicata trattare l`argomento ora, perché semplicemente non sappiamo ancora nulla”.

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