Conflitto di interessi, la proposta di legge: “Stop ai direttori dei giornali in Parlamento”

Porte chiuse in Parlamento per i direttori e i vice direttori di testate giornalistiche. La stretta è contenuta nel testo della proposta di legge sul conflitto di interessi, presentato oggi dal presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia (M5S).

Giuseppe Brescia, deputato M5S

In base alla nuova normativa proposta, sono ineleggibili alla carica di parlamentare “i direttori e vice
direttori di testate giornalistiche nazionali se hanno esercitato l’incarico nei 6 mesi prima dell’accettazione della candidatura. Il periodo di sei mesi è ridotto a sessanta giorni nel caso di scioglimento anticipato della Camera”, si legge nel testo, che introduce delle novità in generale sulle cause di ineleggibilità a parlamentare.
Nel dettaglio, spiega Brescia nella relazione, il testo “introduce nuove fattispecie di ineleggibilità dei membri del Parlamento, intervenendo in maniera significativa e incisiva sul testo unico della Camera dei Deputati. Si premette che nell’introduzione di tali fattispecie si è adeguatamente valutata la giurisprudenza della Corte Costituzionale secondo la quale l’ineleggibilità risulta giustificata soltanto se ragionevolmente collegata all’esigenza di evitare la captatio benevolentiae degli elettori o possibili fattori di turbativa della par condicio che in campagna elettorale deve essere assicurata a tutti i candidati”.

Ineleggibilità anche a sindaci di piccoli comuni – In particolare, si estende l’ineleggibilità a parlamentare dei sindaci di tutti i comuni e non più da 20mila in su come nel testo vigente. Rispetto alla formulazione in vigore sono ineleggibili anche: i vicecapi di gabinetto dei Ministri, oltre ai capi; i responsabili delle direzioni e degli uffici centrali della polizia di Stato, oltre al capo e al vicecapo della polizia; i responsabili degli uffici territoriali, comprese le questure, e i funzionari di ogni ruolo e grado della polizia di Stato, nella circoscrizione territoriale nella quale prestano servizio o hanno esercitato le loro funzioni nei trecento giorni precedenti l’accettazione della candidatura. Inoltre, per gli ufficiali generali e gli ammiragli delle Forze armate dello Stato viene eliminato il riferimento alla circoscrizione del loro comando territoriale.
Tale limitazione però rimane per gli altri ufficiali di ogni grado delle Forze armate dello Stato, con riferimento temporale fissato a trecento giorni prima dell’accettazione della candidatura. Più in generale, sale da 180 a 300 giorni il limite temporale per cessare le funzioni sopra citate e così neutralizzare la causa di ineleggibilità”.
Infine il nuovo articolato prevede che “in caso di scioglimento della Camera dei deputati, che ne anticipi la scadenza di oltre centoventi giorni, le cause di ineleggibilità non hanno effetto se le funzioni esercitate siano cessate entro 60 giorni prima della data di accettazione della candidatura e non più entro i 7 giorni successivi alla data di pubblicazione del decreto di scioglimento in Gazzetta Ufficiale.”

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