Battaglia continua sulle rassegne stampa. Consiglio di Stato respinge ricorso urgenza Eco della stampa

Il Consiglio di Stato ha respinto ieri la richiesta cautelare di sospendere l’ordine impartito da Agcom all’Eco della Stampa di non utilizzare nelle sue rassegne stampa articoli de Il Sole 24 Ore oggetto di espressa riserva. Per la soluzione del contenzioso si rimanda dunque al pronunciamento di merito del Tar, atteso per l’autunno ma per il quale si sollecita la riunione del tribunale amministrativo in tempi brevi. La decisione del Consiglio di Stato è stata accolta con soddisfazione da parte della Fieg, che esprime in una nota il suo “apprezzamento”. “Dopo la pronuncia di giugno del Tar Lazio trova ulteriore conferma la legittimità del divieto per le società di media monitoring – afferma la federazione degli editori – di appropriarsi dei contenuti degli articoli di giornale per utilizzarli senza autorizzazione dell’editore nelle rassegne stampa”.

Giuseppe Cerbone (foto Olycom)

Il pronunciamento di ieri è solo l’ultimo passo di una lunga battaglia tra editori e imprese di media monitoring e rassegne stampa, condotta nelle aule dei tribunali (un giudizio sui rapporti tra editori e produttori di rassegne stampa è ancora pendente in Cassazione), a cui si è affiancato da ultimo il ricorso all’Agcom. Il contenzioso relativo a questo e al pronunciamento del Consiglio di Stato vede contrapposto il quotidiano Il Sole 24 Ore e L’Eco della stampa, primo operatore nel settore sul mercato italiano, con un fatturato 2018 di circa 18 milioni di euro e oltre 180 dipendenti. Lo scorso maggio il giornale della Confindustria era ricorso all’Agcom perché intervenisse contro la pubblicazione da parte dell’Eco della stampa degli articoli del giornale con pubblicazione riservata, senza il suo assenso. Ovvero senza il pagamento previsto dalla legge sul diritto d’autore, in particolare alla società di servizi della Fieg, Promopress2000, a cui i principali quotidiani e periodici italiani hanno affidato la vendita dei diritti di riproduzione dei loro articoli. L’autorità garante delle comunicazioni ha accolto le istanze del Sole 24 Ore, imponendo all’Eco della stampa di rimuovere tutti gli articoli riservati del quotidiano entro 2 giorni dalla sua delibera. Contro questa disposizione c’è stato un ricorso d’urgenza di sospensiva al Tar del Lazio da parte del gruppo che fa capo alla famiglia Frugiuele, respinto, seguito dal pronunciamento del presidente del Consiglio di Stato, questa volta favorevole all’Eco della Stampa e infine a quello del Consiglio di Stato, nuovamente contrario.

Il braccio di ferro dunque continua, in attesa di un pronunciamento di merito del Tar e dei tribunali, ma soprattutto, forse, in un accordo tra le parti. Una soluzione a cui il gruppo Eco della stampa guardava con interesse, ma a fronte di precise garanzie e all’intervento mediatore di Agcom in caso di mancato accordo sui termini economici, alla luce del fatto che la società Promopress2000, gestendo i diritti di tutti gli editori ha una rilevante forza di mercato.

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