5g, Gubitosi: digitale è asse portante per la ripresa. Serve superare presto il digital divide

“Sul 5G si giocherà una buona parte della partita della competitività del nostro tessuto industriale ed economico, per questo, non possiamo fermarci. E’ una grande opportunità e sono sicuro che sapremo coglierla”. Lo afferma l’amministratore delegato di Tim, Luigi Gubitosi, durante una web conference sull’evoluzione del 5G, dal titolo “L’ecosistema 5G, il cloud e le infrastrutture tlc: dall’emergenza al sostegno della ripartenza”, organizzata da The Innovation Group.
Durante la pandemia da Covid-19 “il cuore digitale del nostro paese non ha mai smesso di funzionare e ci ha permesso di affrontare uno stress test duro. Le reti e il comparto digitale hanno retto e da qui bisogna ripartire, perché il digitale sarà l’asse portante della ripresa economica”, sottolinea il manager, segnalando poi l’importanza di risolvere “più in fretta possibile” il digital divide.

Luigi Gubitosi (Foto ANSA/CLAUDIO PERI)

“Tim da marzo sta collegando quante più aree possibile prive di bada ultra larga – dice l’a.d. -. Stiamo arrivati a quasi 10 mila cabinet e stiamo collegando anche le aree ‘ultra white’, che non erano neanche parte del bando Open Fiber, per assicurarci che la più ampia parte possibile del paese sia coinvolta”.

Il manager spiega poi che l’Italia è all’avanguardia sul 5G, in quanto, secondo l’indicatore europeo Desi, “siamo quarti in Europa” nello sviluppo del 5G e “bisogna proseguire” mantenendo questo primato. Inoltre “a fine anno Milano dovrebbe essere la città più coperta d’Europa con il 90% della popolazione che potrà usare il 5G”. L’accordo tra Tim e Vodafone, che ha portato alla creazione di Inwit, “facilita ulteriormente il 5G – sottolinea Gubitosi – perché ha dato una rete che consente di accelerare questo processo”.

Sull’importanza di ridurre il digital divide si è soffermato anche il Commissario Agcom, Atonio Nicita. In Italia “c’è un nuovo scenario di divario digitale che riguarda le zone in cui la concorrenza infrastrutturale non arriva. Abbiamo alcune zone molto avanzate dal punto di vista infrastrutturale e altre che stavano molto indietro, ma grazie al piano banda ultralarga arriveranno all’obiettivo. Poi abbiamo una grande fascia, quella che era delle aree grigie, che rischia di restare indietro”.
“C’è bisogno di una grande accelerazione e bisogna mettere a fattor comune le migliori pratiche, le migliori esperienze, e stimolare la collaborazione tra gli operatori per cercare di colmare i divari”, aggiunge Nicita, augurandosi maggiori investimenti infrastrutturali anche in un periodo di tempo ravvicinato.

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