Diffamazione, Fieg-Fnsi: bene stop carcere giornalisti, ma restano norme preoccupanti. Serve supplemento di riflessione

Modifiche al disegno di legge sulla diffamazione a mezzo stampa, in arrivo alla Camera. E’ la richiesta avanzata in una nota congiunta da Fnsi e Fieg, secondo le quali “il testo abolisce il carcere per i giornalisti, ma contiene norme che preoccupano non poco gli addetti ai lavori perché rischiano di penalizzare l’attività di informazione”.

“La proposta di legge, spiegano le due federazioni, pur presentando aspetti positivi come l’eliminazione del carcere per i giornalisti che adegua, finalmente, l’Italia agli standard europei e a quelli dei principali Stati occidentali registra un eccessivo inasprimento delle pene pecuniarie, anche queste, come rilevato dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, suscettibili di svolgere un forte effetto deterrente all’esercizio del diritto di cronaca”.

“Ulteriori criticità sono poi ravvisabili in materia di rettifiche, con l’obbligo della rettifica automatica che esclude la possibilità di commento da parte del direttore e con la previsione per i quotidiani online di dover mantenere in home page la rettifica per ben 30 giorni; nonché in materia di competenza territoriale, riconosciuta al giudice del luogo di residenza della persona offesa, con l’effetto di dar luogo ad una proliferazione di procedimenti penali, in contrapposizione al principio di certezza del diritto e aggravando l’esercizio del diritto di difesa da parte degli operatori dell’informazione”.

Il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, e il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso (Foto ANSA / ETTORE FERRARI)

Un ultimo tema su cui editori e giornalisti richiamano l’attenzione “è il termine di prescrizione per l’esercizio dell’azione civile per il risarcimento del danno, che non tiene conto del normale periodo di fruizione del prodotto giornalistico”. Su tutti questi aspetti, Fieg e Fnsi “ritengono necessario un supplemento di riflessione da parte di forze politiche e Parlamento per una corretta rivisitazione della disciplina della diffamazione a mezzo stampa, nel perseguimento dell’interesse generale ad una libera e corretta informazione, garanzia fondamentale di democrazia”.

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