Caltagirone Editore: nel primo semestre perdite a 18,2 milioni. Cresciuti del 35,7% gli utenti web

Caltagirone Editore chiude i risultati dei primi sei mesi del 2020, “contrassegnati da uno scenario nazionale caratterizzato dalla diffusione del Coronavirus”, con un risultato negativo per 18,2 milioni di euro dopo la “svalutazione di immobilizzazioni immateriali a vita indefinita (testate dei giornali) per 22 milioni di euro. Nello stesso periodo del 2019, quando non era stata operata alcuna svalutazione, il risultato era stato positivo per 1,6 milioni di euro. Il fatturato è in calo a 54,6 milioni, -18,3%, “per effetto della contrazione dei ricavi diffusionali e di quelli pubblicitari”. Sono in crescita (+35,7%) gli utenti unici giornalieri medi sui siti web del gruppo con, a maggio, una total audience (pc o mobile) di 4,49 milioni di utenti.

Azzurra Caltagirone (Foto ANSA/GIUSEPPE LAMI)

“Tutte le società del gruppo”, evidenzia una nota, “hanno reagito tempestivamente” all’emergenza Covid ed al lockdown “mettendo in atto interventi in grado di garantire la salute e la sicurezza del proprio personale di lavoro ed aumentare l’efficienza operativa al fine di mitigare gli effetti economici dell’emergenza. I dati consuntivi dei primi mesi del 2020 hanno comportato un aggiornamento delle previsioni del management delle società facenti parte del gruppo pur confermando le linee guida strategiche previste a marzo 2020, sebbene all’interno di un contesto generale di riferimento che rimane ancora molto incerto”.

Nel semestre i ricavi derivanti dalla vendita delle edizioni cartacee e digitali dei quotidiani hanno registrato una flessione del 12,3% rispetto al corrispondente dato del primo semestre 2019. La raccolta pubblicitaria del gruppo ha registrato un decremento del 25,2%. In calo i costi operativi, -16,8% a 56,4 milioni. Il margine operativo lordo è negativo per 1,8 milioni (-911 mila nei primi sei mesi del 2019), il risultato operativo è stato negativo per 27,5 milioni (- 4,4 milioni nello stesso periodo del 2019) e comprende oltre alle svalutazioni per 22 milioni anche ammortamenti per 3,2 milioni, accantonamenti per rischi per 30 mila euro e la svalutazione di crediti per 468 mila euro. Il risultato netto della gestione finanziaria è positivo per 2,8 milioni di euro. La posizione finanziaria netta è pari a 97,7 milioni in aumento di 3,9 milioni rispetto al 31 dicembre 2019. Il patrimonio netto scende a 358,3 milioni (da 408,2) per “l’effetto negativo conseguito nel semestre nella valutazione al fair value delle partecipazioni azionarie detenute ed al risultato del periodo”.
Quanto all’esercizio in corso, “al fine di mitigare gli impatti negativi dell’emergenza Covid-19 sui risultati economici, patrimoniali e finanziari, la società continuerà ad attuare misure volte al contenimento di tutti i costi di natura discrezionale e alla riduzione strutturale dei costi diretti e operativi”.

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