La vera storia di Eva Kant e un film: il 2020 è l’anno di Diabolik

Una ragazzina bionda con treccia alla Pimpinella la Sbruffoncella (quelli di una certa età ne ricorderanno le vignette su ‘Grand Hotel’) che ruba portafogli per le strade di Johannesburg ai tempi dell’apartheid: è la sorprendente compagna di Diabolik, Eva Kant, nell’albo a lei dedicato appena arrivato in edicola. La casa editrice milanese Astorina valorizza così il lato femminile (per nulla debole, anzi) della coppia di criminali che grazie a prodigiose maschere di plastica e trucchi di ogni tipo mettono a segno da decenni – Diabolik debuttò nel 1962, geniale parto delle sorelle Angela e Luciana Giussani – colpi miliardari, con spiccata preferenze per forzieri ricolmi di preziosi e diademi.

Mario Gomboli (foto Roberto Caccuri-Contrasto)

“Sembrerà strano”, dice Mario Gomboli, ‘diaboliko’ fin dal lontano 1967, autore e direttore di Astorina da vent’anni, “ma un quarto del nostro pubblico è di lettori sotto i trent’anni, che assicurano il turn over. Pur restando nostro zoccolo duro quelli più anziani, che ci seguono da molti anni”. Prosegue Gomboli: “Questo albo su Eva, raccontata nel periodo prima del sodalizio con Diabolik, i nostri lettori se lo aspettavano. Le sorelle Giussani avevano l’abitudine di spargere indizi, nelle storie, sulle origini di Eva: era stata cantante, aveva fatto la spia per grandi industrie. Qual era la verità? Le stesse Giussani si confondevano”.
Bisogna dunque fare ordine. “Sì, già nel 2003, con Tito Faraci e Sandrone Dazieri, pubblicammo un albo sul passato di Eva Kant, dove compariva per la prima volta il terribile collegio di Morben, nel quale la fanciulla dal forte carattere ne passava di ogni colore. Ma non è bastato. Ora raccontiamo il periodo più oscuro, ignoto anche a Diabolik, in cui Eva diventò quella che conosciamo: una donna seducente e formidabile, che sta al passo del compagno in calzamaglia nera”.

In effetti, sarà perché entrambi sono nati dalla fervida fantasia di due sorelle, tra Eva e Diabolik c’è parità, addirittura non è raro che l’intelligenza (criminale) di lei sia più pronta che quella di lui. E ogni lettore affezionato sa quanto Eva, con i suoi afflati animalisti e ambientalisti – hanno ispirato anche una storia esotica nel ‘Diabolik Magnum’, altro speciale Astorina dell’estate 2020 – contribuisca a mettere in sintonia l’amato compagno con le istanze più urgenti dell’attualità. In certe strisce, Eva appare più sensibile e battagliera di Greta Thunberg. “L’interazione con i nostri lettori”, dice Gomboli, che con Tito Faraci ha scritto il soggetto dell’albo ‘kantiano’, disegnato da Giuseppe Palumbo e Matteo Buffagni, “è molto forte fin dagli inizi. Le Giussani ricevevano una montagna di lettere cartacee, adesso andiamo avanti con le mail, ma la sostanza non cambia. Il Diabolik Club, che ha circa 500 attivissimi iscritti, dà suggerimenti e ci fa le pulci. È stata persino fatta una guida turistica di Clerville, lo stato immaginario dove vivono Diabolik ed Eva, incessantemente inseguiti dall’ispettore Ginko”.

Il fumetto è una nicchia editoriale, ma a parte che sovente si sposa a quotidiani e periodici, che ne offrono serie in abbinamento al prodotto principale (di solito hanno successo), non di rado origina mostre e film. “In settembre dovremmo aprire la mostra Diabolik Art al Museo del Fumetto di Milano, ma causa Covid ancora adesso tutto è incerto. La mostra mette in evidenza tutte le citazioni – architettoniche, artistiche e di design – presenti negli albi. Sono tantissime, dalla casa sulla cascata di Frank Lloyd Wright alle lampade di Achille Castiglioni. Sicuro invece è il film, che uscirà l’ultimo giorno del 2020, al cinema. Film diretto dai Manetti Bros., con Luca
Marinelli-Diabolik, Miriam Leone-Eva e Valerio Mastandrea-Ginko. Resta ancora segreta la sala, probabilmente a Milano, dove verrà presentato in anteprima. Dico solo che l’Eva Kant di Miriam Leone, attrice che è stata Miss Italia nel 2008, è mirabolante, difficile entrare così bene nella parte”.

Astorina, che edita soltanto Diabolik e i suoi spin off, ha superato senza grandi contrazioni nelle vendite il periodo difficile delle
quarantene. “In edicola abbiamo persino venduto un po’ di più, ma nel resoconto finale siamo stati penalizzati. Erano chiuse le edicole di stazioni e aeroporti. La gente non poteva viaggiare, e Diabolik è soprattutto una lettura da viaggio, da portare in treno o in aereo”.

Gomboli e i suoi, disegnatori e collaboratori, hanno a Milano una sede di riunione insolita. “La popolare trattoria Madonnina, in via Gentilino, quartiere Ticinese. Anche adesso è adatta, perché è un’ex bocciofila e ha ampi spazi sicuri all’esterno”. Le sorelle Giussani – Angela è mancata nel 1987, Luciana nel 2001 – andavano invece al Girarrosto, per ispirarsi, nella Milano più centrale e chic. Ma erano altri tempi.

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