Usa, amministrazione Trump Vs social: richiesto alle autorità federali di valutare come vengono supervisionati i contenuti

L’amministrazione Trump va andata avanti con i piani per regolare i contenuti sulle piattaforme di social media, chiedendo formalmente alle autorità federali di iniziare a supervisionare il modo in cui queste piattaforme trattano i contenuti generati dagli utenti.

La richiesta presentata alla Federal Communications Commission (Fcc), il dipartimento del Commercio ha chiesto un intervento per reinterpretare gli elementi chiave della Sezione 230 del Communications Decency Act del 1996. Tale disposizione ha dato alle società online ampia immunità dalla responsabilità legale per le azioni dei loro utenti e ampia capacità d’azione sul controllo dei contenuti nei loro siti.

Donald Trump (Foto Ansa – EPA/Oliver Contreras / POOL)

La mossa fa seguito alle lamentele di Trump, e non solo, secondo cui le società tecnologiche della Silicon Valley ingiustamente censurano le opinioni conservatrici sulle loro piattaforme digitali.  “Sfortunatamente le grandi piattaforme online sembrano impegnarsi in una censura selettiva che sta danneggiando il nostro dibattito pubblico nazionale”, si legge nella richiesta. “La Fcc dovrà determinare in che modo la Sezione 230 può servire al meglio i suoi obiettivi di promozione della diversità di Internet e del libero flusso di idee, nonché di rendere le piattaforme dominanti responsabili delle loro decisioni editoriali, nelle nuove condizioni di mercato e con le nuove tecnologie che stanno emergendo dagli anni ’90”.

Secondo il segretario al Commercio Usa, Wilbur Ross, la richiesta ha lo scopo di favorire il libero flusso delle idee su Internet. “Il presidente Trump si impegna a proteggere i diritti di tutti gli americani di esprimere le proprie opinioni e di non affrontare restrizioni ingiustificate o censure selettive da parte di una manciata di potenti aziende”, ha affermato Ross. L’ordine della Casa Bianca, dunque, vorrebbe rendere più facile per i regolatori federali ritenere responsabili aziende come Twitter e Facebook nel caso in cui blocchino ingiustamente la libertà di espressione degli utenti, ad esempio sospendendo i loro account o cancellando i loro messaggi.

Le società del settore hanno respinto tali affermazioni e si prevede che si opporranno ai tentativi di riformulare la Sezione 230.

Divisi i membri della commissione, Se in una dichiarazione il presidente Fcc, Ajit Pai, ha affermato che la la richiesta verrà esaminata attentamente, la commissaria, Jessica Rosenworcel, una democratica, ha affermato che il panel “non dovrebbe abboccare”. “Anche se i social media possono essere frustranti, trasformare questa agenzia nella polizia del presidente non è la risposta”, ha spiegato, aggiungendo che “se onoriamo la Costituzione, respingeremo immediatamente questa richiesta”.

In ogni caso, la richiesta arriva in un momento cruciale, nei mesi che precedono le elezioni del 3 novembre e probabilmente condurrà a un ulteriore esame dei contenuti politici sulle piattaforme dei social media.

 

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