Fake news: via libera dalla Camera alla commissione di inchiesta

Sì dell’Aula della Camera alla istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle fake news. La relativa proposta di legge, che passa al Senato, è stata approvata ieri, 28 luglio, a Montecitorio con 234 voti a favore, 172 contrari e due astenuti. Contro la commissione di inchiesta si sono espressi i deputati della opposizione.

Nei diciotto mesi del suo operato, la commissione è chiamata ad acquisire elementi conoscitivi in merito al fenomeno dell’attività di disinformazione e ai suoi fini ed effetti, ma anche a valutare l’adeguatezza degli strumenti normativi ed amministrativi esistenti per contrastare il fenomeno della disinformazione ed eventualmente a proporre l’adozione di iniziative, anche legislative, per una più adeguata prevenzione e un più efficace contrasto del fenomeno.

(Foto ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

In particolare, la Commissione avrà il compito di indagare sulle attività di diffusione massiva di informazione e contenuti illegali, falsi o non verificati oppure dolosamente ingannevoli, quando la diffusione avvenga attraverso i media tradizionali o attraverso le reti socialmente telematiche e le altre piattaforme tecnologiche, analogiche o digitali. Sono comprese le attività di disinformazione che sono perpetrate mediante la creazione di false identità digitali o la produzione e la comunicazione di contenuti in forma personalizzata, studiata sul profilo degli utenti, utilizzando i dati sui profili di questi utenti.

Altro compito affidato alla Commissione è verificare se l’attività di disinformazione sia riconducibile a soggetti, gruppi o organizzazioni, anche aventi struttura internazionale, che si avvalgono del sostegno finanziario di soggetti interni o esteri che abbiano lo scopo di manipolare l’informazione e di condizionare l’opinione pubblica, in modo particolare in occasione di consultazioni elettorali o referendarie.

La commissione, composta da venti deputati e senatori, dovrà, quindi, di verificare se attività di disinformazione siano state poste in essere durante l’emergenza Covid-19, ma anche verificare se vi siano attività di disinformazione con finalità di odio ossia di incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici e nazionali. All’organo, in base alla Costituzione, sono attribuiti gli stessi poteri e le stesselimitazioni dell’autorità giudiziaria. Non interferisce con lo svolgimento delle campagne elettorali o referendarie, in particolar modo durante il periodo della par condicio.

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