Rai: nessun accesso agli atti di nomina di Foa. Anzaldi si infuria con Barachini

Dopo una lunga battaglia in Commissione di Vigilanza, che lo aveva impegnato in prima linea, Michele Anzaldi, deputato di Italia Viva e segretario della bicamerale, a inizio luglio aveva ottenuto – insieme ai commissari di Pd e M5S – l’accesso agli atti della votazione sul presidente della Rai Marcello Foa del settembre del 2018. Un atto che impegnava il presidente Alberto Barachini, anche se recalcitrante, ad agire.

Passa il tempo e non si ha notizia dell’arrivo della documentazione. Ma Anzaldi, come si sa, è uno che non molla e interviene per replicare alla ricostruzione dei fatti del presidente Barachini (in allegato), accusandolo “di prendere in giro i gruppi di maggioranza”, disattendendo “una precisa indicazione stabilita nella riunione del 2 luglio dell’ufficio di presidenza”, che” lo aveva sollecitato ad autorizzare l’accesso agli atti delle schede della votazione di Foa”.

Michele Anzaldi (Foto LaPresse)

Barachini aveva chiesto il tempo per comunicare ai presidenti Fico e Casellati la richiesta, ma Anzaldi scopre che non è stato fatto nulla. E inizia una filippica contro il presidente dicendo: “siamo di fronte ad un caso gravissimo, mi auguro che Pd, M5s e Leu condividano la necessità di intervenire con decisione”. “Invece di adempiere all’indicazione dei gruppi, Barachini ha presentato ai membri della commissione una sua personale ricostruzione dei fatti di parte e lacunosa, dove si autoassolve invece di fare finalmente trasparenza su una delle pagine più buie della commissione. Barachini dimentica di scrivere, nella sua memoria, che fu proprio lui, la sera del 26 settembre 2018, a seguito della mia richiesta immediata di visionare le schede della votazione su Foa, a dichiarare all’Ansa,”, ricorda Anzaldi “ testuali parole, che in ogni caso gli atti della seduta della commissione sono a disposizione. Nella notte, poi, Barachini cambiò idea e da allora ha continuato a tenere chiuse a chiave le schede impedendo addirittura ai membri della commissione di vederle”, ricorda Anzaldi.

“Barachini dimentica di ricordare che il voto segreto deve anche essere non riconoscibile, come prevedono i regolamenti parlamentari, invece in quella votazione due schede furono rese riconoscibili e guarda caso uno dei partiti di opposizione (la Lega ndr) che ha trattato fino all’ultimo sulla nomina di Foa è rappresentato in commissione proprio da due commissari”.

Anzaldi insiste dicendo che “a due anni da quella votazione vergogna, ora c’è una maggioranza che vuole finalmente fare chiarezza e ha fatto formale richiesta di vedere le schede. Quanto ancora a lungo il presidente Barachini pensa di poter disattendere un’indicazione del genere? Il presidente di una commissione è presidente di tutti, non solo di una parte, men che meno se quella parte è addirittura minoritaria”.

Per chi fosse interessato alla ricostruzione di tutta la vicenda, iniziata nel 2018, in allegato il testo scritto dal presidente Alberto Barachini.

Marcello Foa e Alberto Barachini (Foto ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

 

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