ReportCalcio 2020 firmato Figc

Quattro milioni e 600mila praticanti, oltre 570mila partite ufficiali disputate, in pratica una ogni 55 secondi, e 1,4 milioni di tesserati, che producono un impatto socio-economico di circa 3,1 miliardi di euro

Il ReportCalcio, sviluppato dal Centro Studi FIGC in collaborazione con AREL (Agenzia di Ricerche e Legislazione) e PwC (PricewaterhouseCoopers) è la fotografia annuale dello stato del calcio italiano, attraverso un vero e proprio censimento statistico di tutta la struttura del football nostrano.
Quattro milioni e 600mila praticanti, oltre 570mila partite ufficiali disputate, in pratica una ogni 55 secondi, e 1,4 milioni di tesserati, che producono un impatto socio-economico di circa 3,1 miliardi di euro.
Il calcio italiano con le sue 12.127 società e le 64.827 squadre si conferma come il principale movimento sportivo del Paese, con 3,8 miliardi di euro di ricavi generati dal calcio professionistico e quasi 1,3 miliardi di euro di contribuzione fiscale e previdenziale.

In occasione della presentazione del documento, il presidente della Federcalcio Gravina ha dichiarato: “Quello calcistico è un settore fondamentale per l’economia e la socialità nel nostro Paese. L’intenzione della Federazione è continuare a investire nella crescita della nostra disciplina, il cui ritorno socio-economico è ineguagliabile”.
Il fatturato aggregato nel 2018/2019 ha raggiunto i 3,8 miliardi di euro, in crescita grazie all’incremento dei ricavi commerciali e dei diritti media, mentre le plusvalenze diminuiscono del 3,1%, segno di una maggiore capacità da parte dei club di valorizzare la gestione caratteristica.
L’incremento del costo del lavoro e degli ammortamenti/svalutazioni ha comportato un peggioramento del livello di perdita, arrivata a quota 395 milioni. Cresce anche l’indebitamento, che raggiunge i 4,7 miliardi di euro, mentre si rafforza il Patrimonio Netto, il cui sviluppo negli ultimi anni è stato significativamente superiore a quello dell’indebitamento: l’equity è passato dai 37 milioni del 2014/2015 ai 623 del 2018/2019.
La crescita della contribuzione fiscale del calcio ha prodotto nuove risorse a beneficio dell’intero Sistema Sportivo italiano. Per ogni euro ‘investito’ dal Governo nel football, il Sistema Paese ha ottenuto un ritorno in termini fiscali e previdenziali pari a 16,1 euro. Il calcio professionistico incide inoltre da solo per il 71,5% del contributo fiscale totale del comparto sportivo italiano.
Per quanto riguarda le infrastrutture restano delle criticità: l’Italia incide per appena l’1% del totale degli investimenti in nuovi stadi in Europa.
La qualificazione della Nazionale di Mancini e la recente vittoria europea della eNazionale TIMVISION PES, sono risultati dovuti anche agli investimenti della Federazione, che per lo sviluppo delle Rappresentative Azzurre ha investito 36 milioni di euro.
A testimoniare la passione che ruota attorno al calcio italiano sono gli oltre 32 milioni di tifosi, il 64% della popolazione Over 18, con una presenza negli stadi italiani nel 2018/2019 di 16,1 milioni di spettatori e audience globale di 2,3 miliardi di telespettatori.
Dopo il boom del Mondiale francese continua a crescere il calcio femminile: negli ultimi 10 anni le calciatrici tesserate sono aumentate del 46,6%, mentre dal 2016 al 2019 l’interesse per la Serie A è raddoppiato. E per gestire il potenziale di comunicazione e di immagine la nomina a capodelegazione della Nazionale Femminile di Cristiana Capotondi, attrice appassionata di calcio e vice presidente della Lega Pro, che ha dichiarato: “Non vedo l’ora di cominciare questa nuova esperienza e mettermi a disposizione della Ct Milena Bertolini, dello staff e delle calciatrici in vista degli importanti appuntamenti che ci attendono nei prossimi mesi. Sarà un onore dare il mio apporto al lavoro delle Azzurre e sostenerle in un viaggio che, a livello culturale e sociale, vale molto di più di quanto non possa esprimere il solo successo sportivo”.
Tiene pero’ sempre banco il tema sulla riammissione del pubblico all’interno degli stadi per la prossima stagione. Una possibilità remota per le prime giornate di campionato, ma che potrebbe concretizzarsi nel momento in cui la situazione sanitaria non dovesse peggiorare e imponendo un limite massimo di spettatori negli impianti sportivi, con relativo distanziamento sociale.
La Figc ha rivelato i dati raccolti dai test svolti su calciatori e membri dello staff sottoposti al Protocollo FIGC per la prevenzione del contagio da Covid-19, approvato dal Governo.
terminato il campionato di Serie A, Serie B e Lega Pro. LloSono stati effettuati 56.397 test molecolari su 3.351 del cosiddetto “gruppo squadra”, ai quali sono risultate positive 12 persone con un’incidenza dello 0,21%. A questi si aggiungono 17.594 test sierologici, dei quali 284 (1,61%) sono risultati positivi.

“Il Calcio è un sistema affidabile e merita fiducia – ha dichiarato il presidente della Federcalcio Gravina – i comportamenti e i numeri confermano che, con la contrazione della curva dei contagi rispetto a fine aprile quando il protocollo è stato concepito, ci sono le condizioni per un adeguamento, in senso meno invasivo, del modello di prevenzione e monitoraggio attuato fino ad ora. Ringrazio la Commissione Medico Scientifica, i Club e tutti coloro che si sono sottoposti a questi controlli e che hanno collaborato per la piena riuscita del processo”.

 

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