“Non comprate pneumatici Goodyear”. Trump boicotta l’azienda perchè vieta i cappellini elettorali ‘MAGA’

Il presidente Donald Trump che ha chiesto, attraverso Twitter, di boicottare i pneumatici fabbricati da Goodyear, la più grande azienda del Paese di questo settore e che da lavoro a circa 63.000 persone negli Stati Uniti.

”Don’t buy GOODYEAR TIRES” ha tuonato dal suo account dimenticando forse, ricorda Ansa, non solo l’importanza dell’azienda anche dal punto di vista finanziario (ricavi pari a 14,745 miliardi di dollari nel 2019) ma anche il fatto che il colosso di Akron è fornitore dei veicoli dell’Esercito, delle amministrazioni federali e della stessa Casa Bianca, in quanto le limousine presidenziali e i veicoli della scorta sono tutti gommati Goodyear.

All’origine dell’improvviso ‘odio’ per l’azienda e i suoi pneumatici una immagine diffusa da CNN attribuita a un corso nello stabilimento di Topeka, in Kansas, e dove venivano inseriti i cappellini MAGA (Make America Great Again) – usati da Trump per fare una campagna per il secondo mandato alla Casa Bianca – fra le cose ‘inaccettabili’ in azienda. Non contento di quanto affermato con il tweet, il presidente degli Stati Uniti ha ribadito la presa di posizione durante un briefing con la stampa, dove ha spiegato cosa aveva provocato la sua ira. Dal suo canto, Goodyear ha sottolineato che tutte le manifestazioni politiche sono off-limits, non solo i cappelli MAGA. ”Goodyear – si legge in una nota di risposta a Trump – è diventato il fulcro di un dibattito che ha creato alcune idee sbagliate sulle nostre politiche e sulla nostra azienda”. L’azienda ha poi ribadito che ”l’immagine ampiamente diffusa non è stata creata o distribuita da Goodyear corporate, né faceva parte di un corso di formazione sulla diversità. Goodyear ha tolleranza zero per qualsiasi forma di molestia o discriminazione. Per consentire un ambiente di lavoro libero da questi, chiediamo ai dipendenti di astenersi da espressioni sul posto di lavoro a sostegno di campagne politiche per qualsiasi candidato o partito politico, nonché forme simili di difesa che esulano dall’ambito della giustizia razziale e delle questioni di equità”.

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