Bielorussia, giro di vite contro i giornalisti: accrediti ritirati ai giornalisti di testate straniere

Nuovo giro di vite contro i giornalisti in Bielorussia, dopo che ormai da diverse settimane in tutto il paese continuano le manifestazioni e gli scioperi per protestare contro il governo Lukashenko e i risultati delle ultime elezioni. Un numero imprecisato di reporter che lavorano per testate straniere si sono visti privare del loro accredito, mentre decine di cronisti sono stati fermati in questi giorni dalla polizia e Aleksandr Vasilievich, il fondatore delle testate online Kyky.org e The Village Belarus, critiche nei confronti del governo, è finito dietro le sbarre.

Le proteste in Bielorussia (Foto Ansa – EPA/STRINGER)

Tra i giornalisti a cui è stato revocato l’accredito, figurano reporter della Bbc, di Radio Liberty, delle agenzie di stampa France Presse, Reuters e Associated Press e della tv tedesca Ard. “E’ un altro segnale che questo regime è assolutamente privo di principi morali” ha commentato Svetlana Tikhanovskaya, la leader dell’opposizione che tanti ritengono la vera vincitrice delle presidenziali e che è stata costretta a emigrare in Lituania dopo il voto.

Immediate le reazioni internazionali. Se dalla Russia continuano le manifestazioni di sostegno al paese, condanne sono arrivate dall’Europa. “Quando un governo manda via i giornalisti stranieri c’è da preoccuparsi”, ha commentato su Twitter il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, mentre la Germania ha annunciato la convocazione per l’ambasciatore bielorussola revoca degli accrediti ai giornalisti dei media stranieri.

 

“Continue restrizioni arbitrarie a media indipendenti e stranieri non sono accettabili”, sono state le parole del portavoce del Servizio europeo per l’azione esterna (Seae), Peter Stano, denunciando “un altro tentativo delle autorità bielorusse di interrompere il libero flusso delle informazioni”. “Invece di intimidire ed ostacolare i media, ha rincarato, le autorità dovrebbero concentrarsi sull’affrontare i desideri del popolo”.

Condanna per i provvedimenti anche dall’ambasciata americana a Minsk.

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