Australia, Facebook: con legge che impone il pagamento dei contenuti, stop alla condivisione di news nel paese

Se diventasse legge la proposta australiana che vuole imporre alle big tech di pagare gli editori locali per le news, Facebook impedirà agli utenti australiani di condividerle. Lo fa sapere Menlo Park con un post firmato da Will Easton, capo del social in Australia e Nuova Zelanda.

Se si arriverà a una legge, “con riluttanza smetteremo di consentire agli editori e alle persone in Australia di condividere notizie locali e internazionali su Facebook e Instagram”, scrive Easton. “Questa non è la nostra prima scelta, è l’ultima. Ma è l’unico modo per proteggerci da una misura che sfida la logica e che non aiuterà, bensì danneggerà, la vitalità a lungo termine del settore australiano giornalistico e mediatico”, ha scritto il manager.

Il quartier generale di Facebook a Menlo Park (Foto Ansa – EPA/PETER DaSILVA)

Solo nei primi cinque mesi del 2020, Facebook ha dichiarato di aver reindirizzato gratuitamente 2,3 miliardi di clic a siti web di notizie australiani, un traffico stimato a circa 148 milioni di dollari.

A luglio, il governo australiano aveva reso noto un piano in base al quale le piattaforme digitali – Facebook e Google in testa – avrebbero dovuto trattare le modalità di pagamento delle notizie con le società di media. In caso di mancato accordo tra le parti, sarebbe entrato in campo un arbitro indipendente.
Nelle scorse settimane ad esporsi contro il nuovo codice era stato Google con una lettera aperta rivolta agli utenti australiani. “Queste norme ci costringerebbero a fornirvi servizi drammaticamente peggiori di ricerche e a consegnare i vostri dati ai grandi news business”, aveva scritto Big G

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