Piemme riparte dalla fiducia. Bonanno presenta 4 Mensili, nuovi formati digitali, una piattaforma basata sull’AI

Un lungo webinar, allargato alle testimonianze di alcune importanti aziende investitrici, è servito a raccontare tutte le novità riguardanti Piemme, la concessionaria di pubblicità del Gruppo Caltagirone Editore. Si è tenuto questa mattina il versante ‘pubblico’ della conferenza digitale della struttura commerciale guidata da Walter Bonanno. Hanno aperto l’incontro virtuale, con un loro messaggio, i direttori delle testate del gruppo: Massimo Martinelli, de ‘Il Messaggero’; Roberto Papetti, de ‘Il Gazzettino’; Federico Monga, de ‘Il Mattino’; Giancarlo Laurenzi del ‘Corriere Adriatico’; Claudio Scamardella del ‘Nuovo Quotidiano di Puglia’; Davide Desario di ‘Leggo’.

Informazione di qualità su tutte le piattaforme

In apertura, Azzurra Caltagirone, vice presidente del gruppo Editoriale e presidente di Piemme, ha salutato i partecipanti all’incontro. “Il 2020 è stato fin qui un anno particolarmente sfidante per ciascuno di noi e abbiamo dovuto affrontare l’emergenza più grave dal dopoguerra in poi. Il Covid – ha dichiarato l’editrice – ha cambiato il nostro modo di percepire la società e di interagire con gli altri. E ha modificato anche le nostre abitudini ed il nostro modo di lavorare, investendo valori come sicurezza, fiducia, prospettiva. L’incertezza – ha sottolineato la Caltagirone – ha generato una maggiore domanda di conoscenza e la ricerca di fonti d’informazione accreditate”. In questo contesto delicato Caltagirone Editore ha dimostrato resilienza e duttilità. “Da marzo tutte le nostre aziende sono in smart working e abbiamo garantito la massima sicurezza ad ogni singolo dipendente, ma senza venire meno alla nostra missione di informare: abbiamo saputo raccontare cosa stava accadendo fornendo ai nostri lettori notizie e approfondimenti corretti e verificati”. Sul prossimo futuro l’approccio del gruppo è positivo. ” Possiamo affrontare le sfide prossime venture consapevoli della robustezza di ciascuna delle nostre aziende e testate”.

Azzurra Caltagirone ha quindi ringraziato tutte le persone che compongono il gruppo, “forte di oltre 600 dipendenti e con 40 sedi in Italia. Tutti hanno collaborato e fatto squadra e abbiamo dimostrato anche in questa situazione particolare e difficile la nostra capacità di fare informazione di qualità su ogni piattaforma”.

 

Il caso Multicedi
L’amministratore Delegato di Piemme, Walter Bonanno, ha quindi iniziato la nuova fase dell’incontro, dialogando con i rappresentanti di alcune importanti aziende, non solo clienti. Il primo ospite virtuale di Bonanno è stato Giuseppe D’Angelo, direttore generale di Multicedi, una realtà della grande distribuzione molto rilevante del centro sud, che nel 2019 ha incassato oltre 1,6 miliardi di euro, con un fatturato di 800 milioni. “L’azienda che rappresento è da anni leader in Campania nella gdo, ed è anche la quinta azienda per fatturato in assoluto in regione” ha spiegato D’Angelo. Il manager ha raccontato delle prospettive di sviluppo che ora stanno per aprirsi grazie alle sinergie con il Gruppo Arena, che in Sicilia raggiunge un giro di affari simile a quello campano di Multicedi. Attraverso Decò Italia ed il marchio Decò si punta a consolidarsi ancora di più al centro sud ed a sbarcare al centro nord. La pubblicità? “Il Covid ci ha insegnato che non si può prescindere dal mondo digitale. Anche perché il dialogo con i propri clienti attraverso piattaforme dirette e l’acquisizione di informazioni strategiche sui propri consumatori è uno degli snodi cruciali per competere bene ne prossimo futuro” ha commentato il manager.

 

Snam e l’idrogeno
A Marco Alverà, ad di Snam, Bonanno ha chiesto se esiste una sorta di similitudine tra la fase di evoluzione ‘critica’ attraversata dal mercato dei media e quella che invece investe il mercato dell’energia. “Sul tema sono ottimista: il mondo avrà sempre più bisogno di energia, così come di informazione corretta” ha risposto il manager. Piuttosto che rimanere paralizzati dalle profezie di sventura bisogna reinventarsi e rilanciarsi. Il futuro dell’energia sarà l’idrogeno, ha spiegato tra le altre cose Alverà, dicendo che l’Italia per tante ragioni potrà essere un pratogonista di questa svolta, governando bene la transizione. “Stiamo puntando molto sul biometano, sull’efficienza energetica e poi abbiamo anche una start up nella riforestazione, ma con il nostro business tradizionale che rende ancora bene” ha dichiarato Alverà che, oltretutto, ha appena scritto un libro sul clima e la sostenibilità. “L’idrogeno è da sempre, dai tempi di Alessandro Volta, la soluzione energetica perfetta per l’umanità. Ora ci sono le condizioni per una svolta. Se nel 2010, infatti, il nuovo ‘carburante’ costava circa dieci volte il petrolio ora, attualmente l’idrogeno è arrivato a costare circa il doppio del principale combustibile fossile, e tra cinque anni potrebbe costare tanto quanto. La pubblicità, l’editoria? “Amo i libri e amo la carta stampata, la mazzetta dei giornali è un elemento insostitubile delle mie mattinate, e forse da questo punto di vista non faccio testo come predittore del futuro. Ma c’è un elemento di cui non bisogna dimenticare il peso. Quando si dice che i dati sono il nuovo petrolio, si sbaglia un po’ la prospettiva: il mondo avrà sempre di più bisogno delle informazioni, ma soprattutto dell’interpretazione delle informazioni. Il valore aggiunto non è il dato, ma la sua lettura, la sua decodifica. Oggi sono molto più ottimista di prima sul futuro dei media tradizionali e ci sono tanti esempi internazionali di brand media che hanno trovato un equlibrio positivo”. Secondo Alverà le tante nuove aziende che dovranno per forza nascere nei prossimi anni avranno una necessità impellente di farsi conoscere. “Vedo una sfiducia crescente sui social media, ed un ritorno alle fonti autorevoli. La vera sfida per l’editoria, da questo punto di vista – ha concluso l’ad di Snam – è forse quella di riuscire a valorizzare questo credito”.

Levoni e la coerenza della carta stampata
Nicola Levoni, presidente del gruppo alimentare familiare e rappresentante della quarta generazione di un’azienda più che centenaria, ha raccontato come il proprio marchio si sia confrontato con la pandemia avendo l’esigenza di comunicare il cambio nella brand identity nel frattempo intervenuto per un prodotto di qualità che viene distribuito soprattutto nelle botteghe di prossimità. “Abbiamo utilizzato i social media per comunicare, ma anche e soprattutto la carta stampata, perché molto affine alla nostra storia ed i nostri valori”. Levoni nelle settimane clou della pandemia ha visto tante aziende che non avevano mai comunicato sfruttare le opportunità che si erano create in termini di tariffe ‘speciali’ per sbarcare sulla televisione. Ma non si duole di non avere scelto questa pista. “Anche in questi mesi difficili siamo andati benissimo, la televisione non è coerente con il nostro posizionamento – conclude Levoni – quanto lo è la carta stampata”.

L’amante del cartaceo
Ultimo ‘intervistato’ di Bonanno nell’arco della mattinata è stato Luca Giani, ad di Mokarabia. L’azienda ha affrontato da due tre anni i processi legati alla trasformazione digitale. “Durante la pandemia abbiamo accelerato su questo percorso. Ma io personalmente sono un amante del cartaceo. A giugno un passaggio su un magazine della nostra storia aziendale ha generato una notevole copertura, con effetti di trascinamento forti anche sui social. La soluzione migliore di comunicazione – ha sottolineato Giani – consegue sempre da una strategia multicanale, e in questo orchestrazione la presenza sulla carta stampata secondo me non deve mai mancare”.

Tre novità per il mercato
Nella terza fase dell’incontro virtuale, infine, Bonanno ha presentato “le tre più importanti novità” riguardanti le attività editoriali e, quindi, commerciali del gruppo. La prima è la nascita di un ‘progetto mensili’. Saranno quattro e avranno una distribuzione estesa e totale. Sono infatti coinvolte tutte le testate del gruppo Caltagirone che al giovedì veicoleranno delle pubblicazioni dedicate, nell’ordine, a Economia, Mobilità, Salute, Donna. I prodotti avranno 24 pagine, coinvolgeranno le redazioni di tutte le testate e una tiratura di 200 mila copie. Ai quattro nuovi mensili si aggiungerà, una volta al mese, un evento live online coordinato da una delle firme di punta delle testate rivolto al mondo delle imprese.
Secondo novità annunciata da Bonanno, sul fronte dell’advertising si cercherà di sfruttare tutte le piattaforme a disposizione modellando l’offerta sulla base delle esigenze degli investitori. “In quest’ottica da questo mese partiranno nuovi format proprietari studiati appositamente per il mobile al fine di rendere la pubblicità su questo mezzo più impattante e piacevole anche per l’utente”.

 

Terzo annuncio il lancio di TNTA (Trusted News for Trusted Advertising), una piattaforma proprietaria, a disposizione di tutti, e volta a valutare in modo automatico attraverso sistemi di machine learning e l’applicazione di sette filtri i contenuti all’interno dei quali vengono collocati messaggi pubblicitari al fine di distinguere i contenuti qualitativi da quelli inaffidabili e quindi potenzialmente pericolosi per il brand.

 

Bonanno ingrana la quarta
“La quarta novità di questa giornata – ha detto Bonanno a della conference call rispondendo a Prima – è stata la disponibilità e l’apertura di credito che gli ospiti delle aziende che abbiamo invitato all’incontro hanno mostrato nei confronti del mondo della carta stampata in generale. In maniera spontanea, senza alcuna sollecitazione, hanno tutti concordato sul fatto che la stampa possa ritornare ad essere un elemento chiave della comunicazione e degli investimenti in pubblicità”. Come andrà nei prossimi mesi, qual è il sentiment? “Siamo un’azienda che ha intrapreso un percorso di evoluzione e di cambiamento molto importanti e quanto abbiamo sentito oggi è stato certamente un buon viatico. Dobbiamo crescere e arrivare rapidamente al livello che ci compete. Sento che ci sono l’entusiasmo, l’energia ed il coinvolgimento giusti per uscire bene da questa fase difficile innescata da Covid. Ci siamo riorganizzati anche a livello di persone: nelle ultime settimane sono entrate nel nostro organico dieci nuove persone, sei nell’ambito del commerciale, tre nello staff e una in amministrazione. Luglio – conclude Bonanno – è stato già un mese molto positivo per la raccolta, anche al netto dei grandi benefici che su tutti i mezzi tradizionali sono derivati dalla comunicazione sull’ops di Banca Intesa su Ubi. E anche agosto è stato un mese positivo.”

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