Bbc, il nuovo dg Davie si presenta: imparzialità per rappresentare tutto il paese. Stop a canali che non danno valore al pubblico

Da pochi giorni il timone della Bbc è passato a Tim Davie, dopo l’uscita anticipata di Tony Hall.
Presentandosi ai dipendenti, il nuovo direttore generale ha messo subito in evidenza quale sarà uno dei suoi primi obiettivi: essere certo che il servizio pubblico UK sia in grado di “rappresentare tutto il Paese”. Un tema molto sentito, viste anche le critiche che da più parti sono arrivate alla Bbc, in primis dal governo, accusata di essere troppo Londra centrica e di fare programmi che non piacciono ai sostenitori della Brexit.

“Il mio principio guida è che siamo un servizio pubblico universale, una Bbc per tutti, che serve e rappresenta ogni parte di questo paese”, ha scritto in una nota. “Il nostro obiettivo deve essere quello di garantire che forniamo un valore eccezionale e unico a tutti gli spettatori – che pagano per noi e sono a tutti gli effetti i nostri clienti – in cambio del canone”. “Per fare ciò, dovremo continuare a riformare la Bbc con urgenza in modo da essere affidabili, pertinenti e indispensabili in questa era digitale”, ha aggiunto.

Sempre guardando all’imparzialità, Davie sembra intenzionato a limitare da parte di giornalisti e dipendenti la possibilità di esprimere le proprie opinioni via social. “Se vuoi essere un opinionista o di parte sui social non dovresti lavorare alla Bbc”, ha scritto senza mezzi termini in un’altra nota, ripresa dal Guardian, parlando di nuove linee guida sul tema che saranno “applicate rigorosamente”. Secondo Devie il bisogno di imparzialità è quanto mai attuale in un periodo in cui spadroneggiano fake news, campagne social, echo chambers e rumorosi media faziosi.
“Non si tratta semplicemente di sinistra o destra, ma di essere liberi da pregiudizi politici. Riguarda se le persone sentono che vediamo il mondo dal loro punto di vista”, ha aggiunto.

Tim Davie (Foto Ansa -EPA/STR)

Tra gli altri temi toccati nelle sue comunicazioni anche l’arrivo di possibili tagli nella programmazione. “Siamo in competizione con concorrenti globali che hanno budget enormi. Dobbiamo scegliere attentamente cosa fare e assicurarci di ottenere il massimo risultato per un importo limitato”. “Siamo stati troppo lenti a fermare le cose che non funzionano”, ha detto assicurando di non avere piani per chiudere canali o reti radio nel breve periodo, anche se “questo momento, ha specificato, segna la fine dell’espansione lineare”. “Man mano che ci spostiamo verso l’online, non esiteremo a chiudere i canali se non offrono valore al nostro pubblico. L’evidenza è inequivocabile: il futuro di una Bbc universale non può più essere dato per scontato. Non abbiamo alcun diritto inalienabile di esistere. Abbiamo valore in relazione al valore che offriamo al nostro pubblico”.
Insomma, per la Bbc diventa fondamentale diventare più snella, anche sul fronte del numero di dipendenti.

Tra i problemi che Davie deve affrontare c’è il futuro del canone come modello di finanziamento, anche perchè il dg ha già detto di non credere a un sistema di abbonamenti in stile Netflix . “Potremmo trarne un discreto successo, ha detto, ma ci renderebbe semplicemente un’altra società di media che serve un gruppo specifico.”

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