Cina arresta giornalista australiana per “ragioni di sicurezza nazionale”

La Cina ha indicato oggi che la presentatrice televisiva australiana Cheng Lei, che lavora per la televisione di stato cinese CGTN, è stata arrestata per “ragioni di sicurezza nazionale”. Lo scrive l’agenzia di stampa France Presse.

Cheng Lei

“I servizi competenti hanno recentemente preso misure conformi alla legge rispetto alla cittadina australiana Cheng Lei che è sospettata di attività criminali che mettono a rischio la sicurezza nazionale” ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian.

Cheng è stata arrestata ad agosto, in un momento di forte tensione con Canberra. Gli ultimi due corrispondenti australiani presenti a Pechino – Bill Birtles dell’emittente Abc, e Michael Smith del giornale Australian Financial Review – sono stati da poco rimpatriati, dopo essere stati interrogati dalla polizia cinese proprio in relazione al caso Cheng.

Interpellato su quest’ultimo episodio, Lijian ha avvertito i giornalisti stranieri di rispettare la legge locale. “Finché i giornalisti stranieri obbediscono alla legge”, ha spiegato, “non hanno ragione di preoccuparsi”. Zhao ha definito gli interrogatori ai due giornalisti australiani una “normale applicazione della legge”, condotta in stretta aderenza alla legge.
L’episodio del rimpatrio è stato condannato dal Foreign Correspondents’ Club of China – l’associazione non riconosciuta ufficialmente dal governo cinese che riunisce i giornalisti stranieri in Cin, che ha parlato di una escalation “dell’assalto in corso da parte del governo cinese alla libertà di stampa”.

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