Calcio e diritti tv. Sfida all’ultimo voto sull’ingresso dei fondi nella media company della Lega

Sarà una sfida all’ultimo voto a dire se la Lega Serie A volterà pagina ed entrerà in una nuova era. L’assemblea dei 20 club della massima divisione, convocata il 9 settembre, dovrà pronunciarsi sull’offerta dei fondi interessati a entrare nel business dei diritti tv del campionato italiano, rilevando il 10% della futura media-company della Lega, che affiancherebbe gli attuali organi di via Rosellini. Servono 14 voti per approvare la creazione della nuova società commerciale e successivamente per decidere quale fondo diventerà partner della Lega.
Le offerte in gara sono soprattutto due: la cordata formata da CVC, Advent e Fsi e quella costituita da Bain Capital e NB Renaissance. CVC ha messo in campo una proposta da 1,625 miliardi di euro, già “richiamati” e pronti a essere versati nelle casse dei club. Bain risponde con 1.35 miliardi più una componente variabile al raggiungimento di determinati obiettivi (con un minimo garantito che salirebbe a 1.5 miliardi dopo la vendita effettiva dei diritti anche se la somma sarà inferiore).

La questione sarà decisa al fotofinish. Sulla carta la riforma dovrebbe avere 14-15 voti a favore. Fortemente contraria la Lazio di Lotito. Dovrebbe votare contro anche l’Udinese. Non sembrano convinte nemmeno le neopromosse Benevento e Crotone.

Saranno determinanti altri club alleati di Lotito. L’Atalanta pare orientato a votare “sì” all’ingresso dei fondi. Favorevole anche il Genoa di Preziosi. Il Verona resta più vicino alla posizione di Lotito.
In assemblea si capirà quale sarà il voto del Napoli di De Laurentiis che è favorevole alla creazione della media-company, ma con un partner tecnico, non finanziario. Secondo il presidente del Napoli, la Lega non dovrebbe privarsi del 10% della futura società, visto che i diritti tv sono un prodotto esclusivo dei club. Per questo la Lega dovrebbe gestirli in autonomia.

Sul progetto, voluto dal presidente Dal Pino, non ha mai avuto dubbi il blocco formato da Inter, Juventus, Milan, Roma, Fiorentina e Torino.

È possibile che l’assemblea si limiti a dare il via libera alla creazione della media-company senza scegliere il fondo partner tra CVC e Bain. Questo passaggio potrebbe avvenire in un secondo momento dopo che i club avranno approfondito le offerte parlando direttamente con le cordate. Finora hanno ricevuto informazioni tramite l’advisor Lazard.

Proprio alla vigilia del voto la partita è diventata politica. Alcuni parlamentari sono pronti a presentare interrogazioni al governo sostenendo che l’ingresso di fondi internazionali nel governo della Lega Serie A rappresenterebbe un pericolo per un settore a forte impatto sociale come il calcio. Per questo l’esecutivo dovrebbe usare la sua golden power, strumento che viene utilizzato in ambiti a interesse strategico nazionale (ma la Lega Serie A è un’associazione privata, non un’azienda pubblica). Tra i primi a uscire allo scoperto il deputato di Fratelli d’Italia, Francesco Lollobrigida.

In realtà, più che gli interessi dell’economia nazionale. sono in gioco gli equilibri di potere interni al mondo del pallone. La media-company avrebbe una governance paritaria tra fondi e club, con l’amministratore delegato scelto dai fondi e il presidente dalla Lega. Le società perderebbero influenza su un aspetto chiave, come quello dei diritti tv. Non a caso il principale oppositore è Lotito che negli ultimi anni ha avuto un ruolo da mattatore nelle vicende politiche del calcio italiano.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Fiorentina, Prima Assicurazioni sarà il back-shirt sponsor anche per la stagione 2020-2021

Fiorentina, Prima Assicurazioni sarà il back-shirt sponsor anche per la stagione 2020-2021

Esports Legal Forum: nasce il primo manifesto per la regolamentazione degli Esports in Italia

Esports Legal Forum: nasce il primo manifesto per la regolamentazione degli Esports in Italia

Juve: riassetto organizzativo con due marco-strutture. Nascono l’area Football e l’area Business

Juve: riassetto organizzativo con due marco-strutture. Nascono l’area Football e l’area Business