Mediaset chiude il primo semestre in perdita. Il cfo Giordani: strategia è consolidamento in Ue; disponibili a discussioni con Vivendi

Nei primi sei mesi dell’anno Mediaset ha registrato ricavi per 1.166 milioni rispetto ai 1.482 dello stesso periodo 2019, con una perdita di 18,9 milioni contro i 102 milioni di risultato positivo precedenti. Lo comunica la holding tv di Conogno  con una nota sui conti approvati ieri dal Cda e resi noti stamattina a mercati chiusi nella quale si specifica che l’indebitamento finanziario netto al 30 giugno è sceso a 1.197 milioni rispetto ai 1.348 milioni di inizio anno.

Nel dettaglio, in Italia i ricavi nel primo semestre si attestano a 791,3 milioni a fronte dei 1.002,2 milioni del primo semestre scorso. In Spagna sono stati registrati ricavi per 375,1 milioni rispetto ai 482,5 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. “Decisivo il calo generale dei ricavi pubblicitari televisivi lordi: in Spagna si sono attestati a 325,1 milioni rispetto ai 472,9 milioni dello stesso periodo del 2019. In Italia, sono stati pari a 744,2 milioni a fronte dei 985,2 milioni dello stesso periodo del 2019”, spiega il gruppo nella nota.

Pier Silvio Berlusconi (foto Ansa)

“Mentre nei primi due mesi dell’esercizio in Italia Mediaset aveva registrato una crescita pubblicitaria pari al 2,1% – aggiunge il Biscione – i successivi quattro mesi hanno visto la sospensione di numerose campagne e il conseguente calo dei fatturati. Tuttavia, sulla base dei dati elaborati da Nielsen, nel primo semestre 2020 Mediaset ha avuto un andamento della raccolta migliore rispetto a quella del mercato pubblicitario complessivo che ha subìto una flessione del 26,8%”.

Nel primo semestre i costi operativi complessivi sono scesi a 1.134,7 milioni rispetto ai 1.290,8 milioni di euro del primo semestre 2019 (-12,1%) mentre il risultato netto consolidato del periodo comparativo è stato riesposto per recepire l’impatto di competenza sul risultato partecipazioni derivante dall’allocazione dell’avviamento generato dall’Opa su EI Towers lanciata nel 2018 da 2i Towers Holding con effetto retroattivo a decorrere dal primo ottobre 2018. La generazione di cassa caratteristica (free cash flow) del gruppo Mediaset è cresciuta a 212 milioni rispetto ai 189 milioni dei primi sei mesi 2019 e nel periodo sono stati sostenuti investimenti per 72,9 milioni connessi all’incremento della partecipazione in ProsiebenSat.1.

“Qualora nelle prossime settimane le condizioni dell’emergenza sanitaria non richiedessero ulteriori misure restrittive e si verificasse l’atteso consolidamento della situazione economica generale, i risultati economici del gruppo nel secondo semestre dovrebbero gradualmente migliorare rispetto a quelli dei primi sei mesi dell’esercizio”, ha commentato Mediaset. In particolare “in Italia da luglio i ricavi pubblicitari sono tornati in positivo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente anche senza considerare il beneficio della disponibilità nel mese di agosto di alcune partite della fase finale della Uefa Champions League. In Spagna, in un periodo ancora condizionato da andamenti irregolari dei contagi, l’andamento dei ricavi pubblicitari ha evidenziato un netto miglioramento rispetto al calo registrato nel secondo trimestre, con un differenziale che seppur negativo rispetto al primo semestre 2019 risulta molto contenuto”. “Quanto al mese di settembre, in concomitanza con l’avvio della nuova stagione televisiva, in Italia le prime evidenze sull’andamento della raccolta pubblicitaria sono positive ma il contesto generale di mercato rimane ancora estremamente fragile e caratterizzato da una visibilità a breve e medio termine estremamente limitata”, conclude Mediaset.

“Nonostante le difficoltà legate all’emergenza Covid 19, Mediaset ha potuto rafforzare il suo programma di taglio dei costi e ha proseguito in una forte generazione di cassa”, ha commentato il direttore finanziario di Mediaset, Marco Giordani, nella conference call con gli analisti finanziari.

Marco Giordani (Foto ANSA/FLAVIO LO SCALZO)

“Non vediamo nessun’altra strategia se non un consolidamento europeo“, ha detto poi il cfo di Mediaset parlando del progetto Mfe, confidando che con Vivendi si possa “trovare una soluzione, lavorando come sempre nel rispetto dell’interesse di tutti gli azionisti”. “Se ci sono progetti che creano valori per tutti gli azionisti saremo disponibili a discussioni”, ha ribadito.
Giordani non ha nascosto l’interesse del gruppo sul tema attualissimo della rete unica. “La nostra aspirazione è avere una struttura regolatoria stabile. Fino alla scorsa settimana lavoravamo in tutti i nostri progetti in uno scenario che ci limitiva a investire quasi ovunque in Italia. Ora, chiaramente la scorsa settimana abbiamo imparato che non è più così per noi. E’ una nuova informazione che utilizzeremo nei nostri progetti di sviluppo”, ha detto. “Per noi l’indipendenza e la neutralità della rete è cruciale. E’ importante che sia efficiente e che sarà in grado di portare i contenuti nel modo migliore per i nostri utenti”, ha dichiarato il manager.
“L’importante – ha ribadito – è che sia indipendente perchè i nostri contenuti saranno portati su quella rete”. “Il target è di avere una rete indipendente e efficiente; noi possiamo anche considerare un investimento ma l’obiettivo è avere una rete indipendente”, ha concluso Giordani.

Tordando ai conti, Matteo Cardani, general manager marketing di Publitalia ha spiegato che nei primi sei mesi dell’anno il calo dei ricavi pubblicitari è stato del 24,5% e nel solo periodo post lockdown tra fine maggio e tutto giugno ha raggiunto il 26%, “ma già luglio, agosto e settembre sono positivi” rispetto agli stessi mesi del 2019. In particolare, a luglio e agosto sono cresciuti complessivamente del 10%. “La prima metà di settembre è positiva” ma la “visibilità generale del mercato è scarsissima”, con il gruppo che lavora settimana su settimana.

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