Rete unica, l’ad Vodafone Read duro sul progetto italiano: freno a investimenti e contro le regole Ue. Il monopolio un male per i consumatori

“Le infrastrutture digitali devono guardare avanti, non indietro, e i monopoli e la concorrenza forzata sono cattivi per i consumatori”. Lo sostiene l’amministratore delegato del gruppo Vodafone, Nick Read, in un intervento su Politico, nel quale esprime il suo punto di vista sulla situazione che si è creata in diversi Paesi europei sul fronte tlc. Il manager parte proprio dai progetti di rete unica che stanno prendendo corpo nel nostro paese, ulteriore dimostrazione di come l’argomento stia destando molto interessa anche al di fuori dai confini nazionali. Non a casa, al tema il Ft ha dedicato un approfondimento, spiegando come le mosse italiane possano essere prese in esempio da altre compagnie tlc in Europa.

Nick Read (Foto Ansa – EPA/ALBERTO ESTEVEZ)

“Il governo sta cercando di ricreare quel monopolio nella rete fissa che i precedenti governi e le istituzioni europee avevano smantellato nel tempo”, ha scritto Read a proposito del nostro Paese.
Il “consolidamento” tra Telecom e Open Fiber lascerebbe gli altri provider “con solo un venditore di accesso all’ingrosso alla rete, cioè di nuovo Telecom Italia. I clienti di OpenFiber, Vodafone incluso, dovrebbero competere contro le offerte per la banda larga di Telecom Italia senza avere altra opzione se non comprare l’accesso all’ingrosso da loro”, scrive Read.

“Creare qualunque forma di concorrenza in Italia è stato notoriamente difficile, solo con la creazione di OpenFiber qualche anno fa l’Italia ha iniziato a modernizzare le sue reti fisse”, quindi “invertire un modello di monopolio fallito non può essere una cosa buona né per la concorrenza né per gli investimenti, e va contro quattro decenni di politiche antimonopolistiche e leggi Ue”, afferma il ceo di Vodafone.

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