Serie A: ok unanime alla media company. Dal Pino: ora la scelta del partner. Ma avanti nel progetto anche senza fondi

Svolta storica per la Lega Serie A. I 20 club, riuniti in assemblea a Milano, hanno dato il loro via libera all’unanimità alla creazione della media company, con conseguente ingresso dei fondi di private equity nella nuova società che verrà creata per la gestione dei diritti tv e commerciali.

(Foto ANSA / MATTEO BAZZI)

L’assemblea ha scelto di andare avanti con le offerte presentate da due cordate di fondi di private equity: quella avanzata da Cvc, Advent e Fsi e quella di Bain Capital, alleata con Nb Renaissance Partners. Le proposte, considerate favorite già dalla vigilia, prevedono l’ingresso nella media company con il 10% del capitale, con la metá dei consiglieri nominati dai fondi e l’altra metá dalla Lega. L’amministratore delegato sarebbe prerogativa dei fondi e il presidente della company sarebbe di nomina di Via Rosellini.  Entrambe saranno oggetto di approfondimento per poi arrivare alla scelta definitiva in una prossima assemblea.

Bocciate invece le offerte di tipo misto, presentate dal gruppo Fortress e quelle di finanziamento di Gso-Blackstone, di General Atlantic, di Apollo e di Sixth State, costola del colosso americano Tpg.

Paolo Dal Pino, presidente della Lega di Serie A (Foto ANSA)

Secondo il presidente della Lega Paolo Dal Pino la media company con i fondi “è una sfida epocale”.
“Ora ci sono alcuni passi da fare”, ha detto delineando i passaggi futuri. “Ci saranno una serie di riunione tecniche e poi convocheremo la riunione, ma il processo sarà rapido”, ha assicurato. “Approfondiremo le due proposte delle cordate perché ci sono alcuni dettagli da verificare che riguardano i piani industriali e alcuni elementi tecnico-legali”, ha spiegato.

Rispondendo a chi chiedeva se il progetto fosse possibile anche fondi, Dal Pino ha detto: “la media company per me è la soluzione, indipendentemente dalla loro presenza, ma sarebbe solo l’ultima istanza”. “La soluzione non è più quella di andare con gli intermediari, è ora che il valore resti in casa”, ha chiosato.
“Abbiamo dimostrato di avere dei problemi di governance e la mia esperienza dice che non siamo in grado di farlo da soli”, ha detto ancora Dal Pino, tratteggiando poi un quadro della situazione economica del calcio tricolore. “La Lega Serie A 10 anni fa era la seconda in Europa ora è dietro. I debiti sono cresciuti: sono 4,3 mld. Il rapporto debiti/Ebitda e’ di 4,9 mld. Abbiamo bisogno di stabilità finanziaria e stiamo entrando in un momento molto difficile. Abbiamo bisogno di fare una trasformazione in velocità, con una governance che funzioni e un partner che ci garantisca execution”, ha concluso, confermando anche che verrà fatto il bando per l’assegnazione dei diritti tv: “è previsto dalla legge”.

Nella sua riflessione Dal Pino ha incluso anche gli stadi.  “Per vincere la sfida (della media company, ndr)”, ha detto, “servono impianti adeguati, altrimenti è molto difficile competere con altri che hanno strutture moderne ed esteticamente migliori. Per noi è un punto di rilievo”.
Un passaggio è stato anche riservato alla loro riaperura. “Il sistema senza tifosi rischia di collassare, togliere la possibilità di avere fatturato dalla biglietteria per le nostre squadre è un elemento dirompente”, ha detto. “Dobbiamo essere prudenti ma, facendo le cose giuste, non si può dire che pubblico sia zero. In amichevole possono entrare mille persone, in campionato nessuno”.

Il presidente del Torino, Urbano Cairo, ha definito il via libera dato dai club un “un cambiamento importante”, perchè da “una direzione di marcia definita che andrà a valorizzare il calcio”. “Ora bisogna accelerare. Il primo step sarà quello di scegliere chi sarà il fondo con cui ci accompagneremo. Nelle prossime due-tre settimane decideremo”, ha concluso.

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