Radio Capital scommette sulle donne. Con Lucarelli, Bignardi e Parodi

La versione di Linus è una Radio Capital che in primo piano ha le voci e la personalità delle donne, cui viene affidata la fascia più pregiata, quella del mattino.

Da sinistra, Selvaggia Lucarelli , Linus, Daria Bignardi, Benedetta Parodi, Chicco Giuliani

E poi un rinforzo nelle conduzioni mettendo in onda protagonisti di tivù e cinema come Pif. O bravi giornalisti capaci di leggerezze intelligenti, come Stefano Meloccaro, telecronista del tennis di Sky e spalla di Fiorello nell’ultima edizione dell’Edicola.

Presentato con una certa, insolita, solennità alla Terrazza Martini di Milano, e con la presenza delle nuove “star” reclutate, il nuovo palinsesto di Radio Capital è il tentativo, secondo Linus – nominato direttore artistico delle radio del gruppo Gedi da John Elkann alla fine dello scorso aprile – di mettere insieme quel che non si è mai amalgamato fino in fondo: l’anima giornalistica e l’impronta musicale di qualità che hanno sempre distinto l’emittente.

Le tre donne che rivoluzioneranno la time line del mattino dal prossimo 21 settembre sono Selvaggia Lucarelli, dalle 9 alle 10, dal lunedì al venerdì, Daria Bignardi, dalle 10 alle 11, e Benedetta Parodi, dalle 11 alle 12. Tutte verranno assistite, in studio, da Chicco Giuliani, già conduttore di Radio Deejay, che farà da spalla e cucitore delle scalette proposte dalle tre primedonne.

Lucarelli e Bignardi sono veterane della radio (Bignardi ha tenuto per 15 anni una rubrica settimanale sui libri a Radio Deejay), mentre Parodi è all’esordio assoluto.

L’idea è piuttosto chiara: la ricerca di un pubblico prevalentemente femminile, almeno all’inizio, contrassegnata da personalità forti e da una popolarità consolidata. “Capital aveva un’impronta molto maschile. I tempi sono maturi per invertire la rotta”, ha spiegato Linus, che non si è risparmiato una puntura di spillo alla “gestione” precedente. “Al gruppo De Benedetti non possiamo che essere grati, però dobbiamo dirci che la gestione degli ultimi anni è stata molto conservativa e non ha affrontato il conflitto fra le due anime storiche di Radio Capital, quella giornalistica e quella musicale”, ha sostenuto.
“Con la crisi si è aperta un’opportunità. Siamo entrati a far parte di un altro gruppo. E ora si prova una linea comune. Il succo è la frase che abbiamo messo sotto il nuovo logo della radio: That’s life. Un cambiamento perfetto dal punto di vista radiofonico”, ha rimarcato.

Selvaggia Lucarelli (foto uff stampa Capital)

Il cambiamento qualche trauma ha dovuto affrontarlo. In onda non ci saranno più le voci della firma di Repubblica Concita De Gregorio, che reggeva una delle fasce del mattino, della scrittrice Michela Murgia, che condivideva con il direttore giornalistico Edoardo Buffoni la trasmissione di punta nel drive time ‘Tg zero’, e non ci sarà più anche la voce del giornalista economico Oscar Giannino, approdato a Capital nell’autunno 2019 dopo un rumoroso divorzio da Radio 24. In definitiva l’emittente recide definitivamente i legami con Repubblica, avviati e consolidati durante le direzioni di Vittorio Zucconi e poi di Massimo Giannini. Ma nel complesso non si può sostenere che l’informazione sia sparita o fortemente ridimensionata nel palinsesto.

Benedetta Parodi (foto uff stampa Capital)

Il Tg zero, che ora Buffoni conduce con l’apporto della conduttrice Mary Caciolla, ha guadagnato un’ora, iniziando alle 17 invece che alle 18 e terminando alle 20; dalle 6 alle 9 del mattino la conduzione è a cura di due giornalisti, Andrea Lucatello e Riccardo Quadrano, mentre le edizioni del Giornali Radio sono 14, al punto ora. “E vero che alcuni giornalisti hanno trovato altre collocazioni nel gruppo – ha ammesso Linus – ma è altrettanto vero che ci sono stati degli avvicendamenti. E oggi Radio Capital ha una redazione molto giovane e invidiabile”. La continuità storica verrà assicurata dalla conferma delle voci più note dell’emittente: da Massimo Oldani a Luca De Gennaro, da Mixo a Sergio Mancinelli. Deejay stagionati ma di grande professionalità.

Edoardo Buffoni (foto uff stampa Capital)

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