Riforma dello Sport, il Coni vota un documento contro il testo: servono autonomia e applicazione della Carta Olimpica

“Il Consiglio nazionale è pronto ad ogni forma di azione per il raggiungimento degli obiettivi indicati e dà mandato al Presidente e alla Giunta Nazionale di stabilire le modalità e i tempi in rapporto alle risposte che arriveranno dal Governo”. Questa l’indicazione finale contenuta nel documento approvato a larghissima maggioranza dal Consiglio nazionale del Coni, in merito alla riforma dello sport.
Nel testo, di 5 pagine, il Comitato Olimpico ha espresso la sua opposizione al decreto, tuttora in fase discussione con il governo.

“Assicurare il rispetto e l’applicazione della Carta Olimpica, facendo riferimento all’autonomia, alle funzioni e alla responsabilità del Coni: questo significa garantire una dotazione organica non inferiore a 238 unità – come attestato dal Ministero della Funzione Pubblica – confacente all’Ente pubblico quale Confederazione delle Federazioni sportive nazionali”, si legge tra le richieste del Consiglio nazionale del Coni in uno dei punti del documento.  “L’ente pubblico deve altresì essere dotato dei beni mobili, immobili e strumentali coerenti alle sue funzioni e alla sua autonomia”.

Il presidente del Coni Giovanni Malagò (Foto ANSA/GIUSEPPE LAMI)

“Per assicurare la missione e il ruolo del Coni, è indispensabile il mantenimento del ruolo unico al Comitato olimpico nazionale italiano quale Ente pubblico certificatore delle società e associazioni ai fini sportivi nonchè del loro effettivo svolgimento dell’attività sportiva attraverso Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed Enti di promozione sportiva a loro volta riconosciuti ai fini sportivi, e il conseguente mantenimento delle competenze nella titolarita’ e gestione del Registro delle societa’ e associazioni sportive dilettantistiche”.

Altresì “indispensabile”, si legge ancora, “la permanenza in qualità di membri degli Enti di promozione sportiva, anche alla luce della regola 28 della Carta Olimpica per i ‘gruppi multisport’; il mantenimento presso il Coni del proprio Istituto di Medicina e Scienza dello Sport e della propria Scuola dello Sport quali strumenti necessari per gli adempimenti istituzionali e di responsabilità per migliorare la prestazione, come previsto dall’articolo 7 della Carta Europea dello Sport, nonchè strumenti fondamentali per l’implementazione dell’IOC Gender Equality Recommendations ai fini di una oggettiva parità di genere fra atlete e atleti, in tutte le professioni sportive regolamentate e negli organi decisionali del modello sportivo organizzato”.

“A livello personale ho sempre avuto una buona interlocuzione con il Governo e in particolare con lo staff del ministro. Il problema è che le istanze del mondo dello sport non hanno sortito effetto al momento”, il commento del presidente del Coni Giovanni Malagò, al termine del consiglio.

Nel corso del consiglio è stata anche letta una missiva di James Macleod, direttore delle relazioni istituzionali e dei rapporti con i comitati olimpici del Cio, indirizzata lo scorso 11 settembre al ministro dello sport Vincenzo Spadafora.  “A seguito delle numerose comunicazioni tra il Cio e il suo Ufficio, poiche’ il termine di agosto e’ scaduto senza una soluzione pratica, la situazione del Coni è stata segnalata al Comitato Esecutivo del Comitato olimpico internazionale”, si segnala nella comunicazione. “Il Comitato Esecutivo mi ha chiesto di scrivervi per ribadire la seria preoccupazione e sollecitarvi a offrire una soluzione legale adeguata per porre rimedio all’effettiva violazione della Carta Olimpica”.

“La situazione attuale sta stravolgendo l’attività quotidiana del Coni e mettendo a rischio anche la preparazione per i Giochi di Tokyo. Pertanto ora è necessario trovare una soluzione pratica senza ulteriori ritardi”, ha esortato Macleod, invitando il ministero a collaborare col Coni “per proporre una soluzione congiunta: il Comitato Esecutivo mi ha chiesto di riferire sui progressi della situazione nella prossima riunione in programma a inizio ottobre, dunque confidiamo di ricevere aggiornamenti per quella data In modo da evitare ogni ulteriore azione”.

A stretto giro è arrivata la replica dal ministro Spadafora. “Non ho ancora letto il documento approvato oggi – a maggioranza – dal Consiglio nazionale del Coni. Ho massimo rispetto per i lavori del Consiglio e sono certo che le richieste saranno nel merito della legge delega. Sono costretto a spegnere le speranze di chi si augura che la legge si fermi o sia su un binario morto: stiamo procedendo nei tempi previsti, scioglieremo all’interno della maggioranza i pochi nodi ancora da chiarire e sono certo che in Consiglio dei ministri porteremo un testo condiviso e lungamente atteso dalla maggioranza dei lavoratori sportivi, degli atleti degli enti, delle associazioni e delle società sportive”.

“Mai come quest’anno il Governo ha investito nello sport, a tutti i livelli – afferma ancora Spadafora -. Il mio e il nostro impegno è continuare su questa strada con la massima determinazione, ascoltando tutti ma assumendoci poi le responsabilità necessarie per riformare finalmente il mondo dello sport e renderlo ancora più competitivo, trasparente e all’altezza delle aspettative degli italiani”, ha concluso.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Fabio Caporizzi in Conad? Gira forte la voce in Burson

Fabio Caporizzi in Conad? Gira forte la voce in Burson

Per la prima volta il Time cambia testata e diventa ‘Vote’ in occasione delle elezioni Usa 2020

Per la prima volta il Time cambia testata e diventa ‘Vote’ in occasione delle elezioni Usa 2020

Le Big tech Usa investono una valanga di dollari in attività di lobbying. Ecco quanto spendono per esercitare influenza

Le Big tech Usa investono una valanga di dollari in attività di lobbying. Ecco quanto spendono per esercitare influenza