Usa, l’amministrazione Trump contro i social: basta protezione legale, siano responsabili dei contenuti

Donald Trump prepara l’affondo contro i social media, accusati dal presidente e dai repubblicani di essere faziosi. Il Dipartimento di Giustizia di William Barr si appresta a chiedere al Congresso di adottare una nuova legge che renda Facebook, Google e le altre piattaforme social responsabili per la gestione di parte dei contenuti controversi sul web.

La richiesta riguarda una parte della legge federale nota come Sezione 230 del Communications Decency Act punta a eliminare una norma che risale a decenni fa che esonera i siti dalla responsabilità per i contenuti pubblicati dai loro utenti. Norma contro cui Trump aveva puntato il dito alla fine di maggio, firmando un ordine esecutivo.

Ai sensi della Sezione 230, spiega il sito Politico, le piattaforme internet sono protette da azioni legali per aver fatto sforzi in “buona fede” per togliere o limitare materiale illecito o discutibile. Ora, in base alla nuova proposta, la portata di tali protezioni sarebbe ristretta per escludere materiale che è semplicemente “discutibile”, ma ampliata per includere contenuti che promuovono il terrorismo, l’estremismo violento o l’autolesionismo.

Il procuratore generale William Barr (Foto Ansa – EPA/MICHAEL REYNOLDS)

“Per troppo tempo la Sezione 230 ha fornito uno scudo per le piattaforme online per operare impunemente”, ha detto Barr in una dichiarazione, esortando il Congresso “a fare queste riforme necessarie e iniziare a ritenere le piattaforme online responsabili sia quando censurano illegalmente dei contenuti che quando facilitano consapevolmente attività criminali eclatanti online”.

La richiesta tra l’altro precede l’incontro del presidente americano con i procuratori generali degli stati repubblicani, ai quali avrebbe intenzione di chiedere di fare ricorso alle leggi statali per potenzialmente penalizzare i social media sulla scia delle accuse di censura online per i conservatori.

 

 

 

 

 

 

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