Lagardère finalizza l’alleanza con il gruppo Arnault. Ma intanto il fondo Qatar Holding si schiera con Vivendi e Amber

Le famiglie Arnault e Lagardère hanno finalizzato l’alleanza annunciata lo scorso 25 maggio. Lo si legge in una nota in cui viene indicato che il Gruppo Arnault (Lvmh) entra in possesso, attraverso la controllata Financière Agache, del 27% circa del capitale di Lagardère Capital & Management. Quest’ultima, a sua volta, controlla il 7,26% del capitale e l’11% dei diritti di voto di Lagardère SCA e il 99,88% di Arjil Commanditée – Arco, ‘General and Managing Partner’ di Lagardère Sca.

Il Gruppo Arnault inoltre ha acquistato una partecipazione diretta superiore al 5% di Lagardère. L’investimento è stato approvato da Consiglio di Sorveglianza di Lagardère Sca lo scorso 24 maggio e “non mette in discussione” il controllo di Lagardère Capital o di Arjil Commanditée – Arco”.  Arnaud Lagardère, si precisa, mantiene il controllo di Lagardère Capital e ne rimane presidente. Al gruppo Arnault spetterà uno dei 4 posti nel consiglio di amministrazione di Arjil Commanditée – Arco.

Arnaud Lagardere (Foto Ansa – EPA/IAN LANGSDON)

A seguito del perfezionamento dell’operazione Arnaud Lagardère e il gruppo Arnault agiranno “in concerto” nella gestione di Lagardère Sca. “Il nostro investimento in Lagardère Capital and Lagardère Sca – ha commentato Bernard Arnault – rafforza il nostro impegno insieme ad Arnaud Lagardère e sottolinea la nostra attenzione per l’integrità e lo sviluppo del Gruppo Lagardère nelle sue due aree principali, Lagardère Publishing e Lagardère Travel Retail”.

La finalizzazione dell’operazione avviene in un momento molto delicato per il gruppo editoriale francese, che deve fronteggiare la coalizzione tra il fondo Amber e la media company di Vivendi, presenti nell’azionariato rispettivamente con quote del 20% e del 23,5%.
I due soci hanno richiesto più volte di entrare a far parte del cosiglio di sorveglianza dell’editrice, che controlla aziende come Hachette e media come Elle, Paris Match, oltre ad alcune televisioni e radio. E a inizio settembre hanno spostato la loro battaglia sul piano legale, presentando ricorso al tribunale di Parigi dopo il rifiuto del consiglio di sorveglianza stesso a convocare un’assemblea generale straordinaria. La decisione dovrebbe essere presa attorno alla metà di ottobre.
Negli ultimi giorni, a Vivendi e Amber si è aggiunto anche il fondo Qatar Holding, che detiene il 13% circa di Lagardere, che ha richiesto a sua volta di essere rappresentato nel consiglio.

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