Apple sospende la raccolta del 30% per le commissioni legate a sviluppatori di app

Apple concederà ad alcune aziende di sospendere il pagamento del 30% delle commissioni su eventi o esperienze pagati attraverso applicazioni mobile, in un momento in cui la società è sotto i riflettori per le modalità in cui gestisce il suo App Store.La notizia arriva dopo che Facebook ha ottenuto il via libera da Apple alla richiesta di esonerare le aziende che ospitano eventi live online attraverso la sua piattaforma dal pagamento di una parte dei proventi al colosso di Cupertino.

La misura di Apple sarà in vigore fino alla fine dell’anno. In genere, l’azienda non consente agli sviluppatori di app di elaborare autonomamente i pagamenti per gli acquisti in-app o di utilizzare servizi di terze parti, affermando che piattaforme alternative potrebbero comportare rischi per la sicurezza.
Al contrario, Apple concede agli sviluppatori di app di servirsi della sua piattaforma per elaborare pagamenti e trattiene il 30% delle vendite delle app a pagamento e degli acquisti in-app.

Tim Cook (foto Ansa – EPA/NG HAN GUAN / POOL)

Un portavoce dell’azienda ha riferito che la rinuncia alle commissioni è un riconoscimento nei confronti di alcuni sviluppatori di applicazioni, come Airbnb, che hanno espresso l’interesse a vendere esperienze online, dopo che la pandemia di coronavirus ha costretto alla sospensione di molti eventi e raduni in presenza. “Per assicurarci che ogni sviluppatore possa creare e far crescere un business di successo, Apple adotterà una serie di linee guida chiare e coerenti che saranno applicate in modo equo a tutti gli attori”, ha spiegato l’azienda.

Da quando Apple ha lanciato l’App Store nel 2008, ha cercato di stabilire un set di regole trasparenti sulle modalità di incasso delle commissioni dagli sviluppatori di app. In base alle politiche, l’azienda non impone le sue tariffe alle aziende che vendono beni materiali attraverso le loro app, ad esempio abbigliamento, caffè o servizi come autonoleggio o alloggi.
Lo scorso anno, l’App Store ha mosso un giro d’affari da 138 miliardi di dollari negli Stati Uniti, di cui oltre 116 miliardi destinati agli sviluppatori.

Nonostante questo, gli sviluppatori hanno spesso dichiarato che le commissioni imposte da Apple sono troppo elevate, accusando l’App Store di condotta monopolistica.
Di recente, Epic Games, Spotify Technology e Match Group hanno costituito una coalizione per ottenere delle modifiche legali e normative alle modalità di gestione dello Store. In un comunicato, la portavoce del gruppo ha descritto la decisione di Apple come una “distrazione dai problemi reali dell’ecosistema dell’App Store”. Il gruppo, nonostante si sia dichiarato soddisfatto della recente misura, ritiene che nessuno sviluppatore debba “pagare questa tassa del 30% sulle app, in quanto ingiusta, irragionevole e discriminatoria”.

Un portavoce di Facebook ha aggiunto che l’esonero temporaneo concesso da Apple non ha una durata sufficiente e dovrebbe essere applicato a tutte le aziende che ospitano eventi attraverso l’app, non solo per le società che vendevano beni materiali e servizi prima della crisi sanitaria.
Il colosso di Zuckerberg ha dichiarato, al contrario, che non intende incassare le commissioni sugli eventi pagati online attraverso le sue app almeno fino ad agosto 2021.

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