Sport, Spadafora: una leva per il rilancio del paese. Nel testo unico di riforma definito sistema di governance

Capacità di inclusione sociale dello sport, più attenzione alle periferie, sviluppo dell’impiantistica per il valore che ha nel recupero urbano ed il suo impatto positivo, specie sui minori svantaggiati. Sono stati alcuni dei punti toccati dal ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, davanti alla settima commissione del Senato, dove si è svolta l’audizione sull’utilizzo delle risorse del Recovery Fund. Nel tempo “c’è stata una deresponsabilizzazione dello Stato nei confronti dell’associazionismo sportivo che è andato a coprire un vuoto, ma ora non lo possiamo più consentire” ha sottolineato il ministro. Il Testo Unico di riforma dello sport “va proprio a definire questo sistema di governance, dando a ciascuno il suo. Nessuno vuole mettere in discussione l’autonomia degli organismi nelle loro scelte di politica sportiva”. Altra cosa “è la gestione funzionale di questi organismi, che per molta della loro attività dipendono dalle risorese che ci mette lo Stato”.

“Sui progetti per l’impiantistica, siamo a buon punto” ha affermato Spadafora, precisando che “sulle infrastrutture umane per la gestione di questi impianti stiamo approntando una scheda progettuale più complessa” in fase di studio.

Vincenzo Spadafora (Foto ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

Il Covid è stato un flagello per il tessuto economico “ma può anche diventare una grande occasione se andrà in porto il Testo Unico” ha aggiunto il ministro, ricordando che “risorse superiori al miliardo sono già arrivate ai lavoratori dello sport”. L’obiettivo è dimostrare con i fatti “quanto questo settore possa essere una delle leve di rilancio del nostro Paese”.

Spadafora, sempre parlando della riforma dello sport si è soffermato anche sulla norma che regola il numero di mandati dei presidenti delle federazioni sportive e del Coni, norma che ha creato un duro scontro tra Coni e ministero e che potrebbe essere cassata dal testo della riforma. “Abbiamo provato a introdurre una disciplona in tema di mandati avendo verificato che ci sono presidenti di federazione che sono in carica in maniera consecutiva da 30 anni pensavamo, anche per dare maggiore vitalità al mondo dello sport, che potesse essere utile inserire un limite di mandati. Su questo pero le forze di maggioranza stanno ancora discutendo, quindi non mi esprimo oltre”, ha aggiunto.

“Il numero dei madati è solo un aspetto del testo unico di riforma, sicuramente in questo momento uno dei più critici, però ci tengo a sottolienare che è stato un lavoro aperto a tutti”, ha detto ancora il ministro che poi ha sottolineato che questa, come tutte le “riforme veramente forti, importanti che vanno a mettere in discussione dei sistemi consolidati da decenni”, innevitabilmente cerea “degli scontenti”.

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