Bbc, stretta sull’uso (polemico) dei social da giornalisti e star. Il dg Davie: imparzialità o rischio licenziamento

Venti di cambiamento – o di censura, a seconda dei punti di vista – nella ‘nuova’ Bbc, passata in queste settimane sotto la guida di un direttore generale di fresca nomina, Tim Davie, al posto di lord Tony Hall. Durante un’audizione alla commissione parlamentare Cultura, Digitale e Media della Camera dei Comuni, Davie ha infatti confermato di voler dare una stretta sul fronte dell’imparzialità, con linee guida più severe sull’uso dei social media da parte di giornalisti, presentatori e star “militanti”, non in linea con l’immagine di equidistanza che l’emittente pretende di dare di sé.

Il monito, già lanciato da Davie nei primi giorni del suo insediamento, sarà messo nero su bianco in una circolare che il direttore generale ha annunciato per “le prossime settimane”. Non senza avvertire che le nuove regole varranno a vasto raggio, “per chi lavora nella redazione news e non solo”.

Tim Davie (Foto Ansa -EPA/STR)

In caso di violazioni, vi saranno “procedimenti disciplinari” che potranno arrivare all’imposizione della chiusura del profilo Twitter dei ‘reprobi’ o, in circostanze particolarmente gravi, “fino alla terminazione del rapporto di lavoro”, il licenziamento.

Davie ha aggiunto di aver già avuto colloqui chiarificatori, definiti rassicuranti, con figure come l’ex campione di calcio Gary Lineker, popolare commentatore sportivo della rete e recordman di compensi in casa Bbc, indicato nel recente passato come uno dei più indisciplinati utilizzatori dei social fra le stelle della scuderia per le sue frecciate anti-governative e le sue polemiche contro la Brexit. Ma pronto ora ad accettare a quanto pare le nuove linee, assieme al fresco rinnovo del proprio contratto per un totale ‘autoridotto’ sì da 1,75 a 1,35 milioni di sterline a stagione e tuttavia garantito per altri 5 anni.

Le nuove indicazioni sono state accolte positivamente in commissione da esponenti della maggioranza, mentre suscitano allarme fra le opposizioni. Tanto più sullo sfondo delle indiscrezioni che attribuiscono al governo Johnson l’intenzione di favorire a breve la designazione a presidente di garanzia della stessa Bbc e a numero uno dell’Ofcom (autorità indipendente di sorveglianza dei media) di due personalità assai vicine al premier, entrambe favorevoli alla Brexit e inclini in passato a dure critiche verso la ‘vecchia’ Bbc: rispettivamente lord Charles Moore (ex direttore del giornale filo-Tory Daily Telegraph, che sostituirebbe il banchiere sir David Clementi) e Paul Dacre, proveniente dal non meno destrorso Daily Mail.

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