Nielsen per IAP, la ricerca sul digital: più etica e più regole per crescere bene

La tradizionale giornata IAP si è tenuta dalla sede milanese di Via Larga in obbligatoria versione virtuale, ma è stata comunque piena di spunti, ricca com’era di elementi di analisi e approfondimento. Caratterizzata in primo luogo dalla presentazione della ricerca che l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria ha commissionato a Nielsen, intitolata ‘Le nuove frontiere della comunicazione digitale’. Si tratta di uno studio basato su 21 colloqui approfonditi con i responsabili marketing e comunicazione di 16 aziende top dei settori largo consumo, abbigliamento/moda, cosmesi/luxury, finance e di altri segmenti importanti del mercato degli investimenti. Due i filoni della ricerca: da una parte registrare il sentiment del management sui trend e le prospettive del digital mix; dall’altra, in stretta attinenza con la mission dell’Autodisciplina pubblicitaria, esplorare l’approccio regolatorio, il percepito e le attese verso l’Autodisciplina.

Mario Barbuto, presidente di IAP e il segreatario generale Vincenzo Guggino, hanno introdotto l’incontro, che prevedeva anche l’intervento di Alberto Dal Sasso, managing director di Nielsen Media, la presentazione della ricerca a cura del professor Stefano Frausin, e quindi una tavola rotonda condotta dal giornalista di Radio24, Enrico Pagliarini, che ha coinvolto Marilù Capparelli (legal director di Google), Vincenzo Cosenza (cmo Buzzoole), Antonio Nicita (ex commiassario Agcom e professore della Sapienza), il direttore generale di Upa Vittorio Meloni.

In avvio di incontro Guggino ha ricordato il fronte allargato dell’autodisciplina nell’era digitale (con la Digital Chart che è entrata a pieno titolo nel codice), segnalando come nel periodo Covid l’istituto abbia continuato a funzionare entrando in gioco anche sulle comunicazioni delicate e in qualche caso improprie diffuse anche nella fase più cupa della pandemia.

Alberto Dal Sasso ha inquadrato il lavoro di ricerca compiuto da Nielsen. “Siamo in un’era diversa, ci siamo abituati a vivere in digitale e lavorare in remoto, nel mezzo di una crisi che ha alcune caratteristiche inedite: la prima, che è realmente globale, colpisce senza distinzioni di territori; la crisi è stavolta una crisi della domanda, più che dell’offerta, perchè le audience sono aumentate”. Dal Sasso ha sottolineato come in questa fase, in tutti i Paesi del mondo, ci sia una fortissima correlazione tra l’andamento dell’economia e quello della comunicazione. “A luglio – ha ricordato il manager – l’Italia è cresciutà dell’8%, contro tendenza rispetto ad altri Paesi più lenti nel riagganciare la ripresa, se si considera che Uk a luglio ha viaggiato a -18%, Spagna a -14% e Germania -5%”. Un dato che secondo Dal Sasso incoraggia un po’ più di ottimismno su quello che potrà succedere in questo autunno se la curva dei contagi sarà ancora tenuta sotto controllo. “Tra le cose che sono emerse – ha rimarcato ancora il manager – in tema di ruolo del digital nel mercato della comunicazione, parecchi intervistati hanno fatto notare il gap tra il mondo anglosassone ed il nostro”. Ma, altra cosa importante, il managing director di Nielsen ha pure ricordato comne “le barriere si stanno sgretolando, ci sono le smart e connected tv, l’out of home digital, e i confini tra cosa è digitale cosa non lo è sono sempre più sfumati”. In tema trend, invece, siamo entrati in una fase in cui l’identità e la privacy sono diventati centrali. Dal Sasso ha concluso sottolineando come tra gli esiti della ricerca ci sia anche l’emergere di “una grande necessità di eticizzazione e regolamentazione”.

Ma ecco in allegato la ricerca presentata da Stefano Frausin.

Nielsen per IAP - Def_deck
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