Gedi tratta con Leonardis la cessione di quattro testate locali, ma non per acquistare il Sole. Quotidiani ex Finegil in sciopero

La notizia è così clamorosa da faticare a crederci. Quattro testate del gruppo Gedi potrebbero passare di mano. ‎Le due diligence infatti sono in corso: sotto esame ‘Il Tirreno’ di Livorno, ‘La Gazzetta di Ferrara’, ‘La Gazzetta di Modena’ e ‘La Gazzetta di Reggio’. In un primo tempo si pensava che fosse un’operazione avviata dagli industriali di Confindustria Parma, già proprietari della Gazzetta di Parma. Invece interessato al business è Alberto Leonardis con cui il gruppo Gedi, gestione Mondardini, aveva avuto a che fare nel 2016, quando per questioni di adeguamento alle regole dell’antitrust in seguito alla fusione con la Stampa e Secolo XIX, erano stati obbligati a cedere alcune testate locali tra cui ‘il Centro di Pescara’.

Alberto Leonardis e Maurizio Scanavino

Il rapporto con Leonardis, che era il front man di un gruppo di imprenditori locali interessati a rilevare la testata, era filato liscio come l’olio e nel settembre 2016 c’era stato il passaggio di testimone per la presidenza della nuova governance della società.
La gestione Leonardis dura fino al gennaio del 2019, quando lascia ‘Il Centro’ per trasferirsi a Milano per fare nuovi tragitti internazionali in luoghi all’avanguardia nel campo delle tecnolgie, con un socio italiano e altri internazionali. Adesso ritorna in pista nell’editoria italiana capofila di un gruppo di investitori tra cui anche un fondo.

Ma la vera notizia è l’interesse di Gedi a vendere le quattro testate. Dal gruppo non ci sono dichiarazioni, anche se sono impegnati con i rappresentanti sindacali preoccupatissimi. Ma non è difficile capire il senso dell’operazione. L’epidemia Covid ha stravolto i conti di Gedi e ha fatto capire la fragilità in termini di business di alcune testate locali che ‎si sono ritrovate con i fatturati della pubblicità anche di prossimità azzerati. Inoltre forse si è capito che attivare sinergie tra 13 quotidiani sparsi tra la Toscana e il Friuli Venezia Giulia è più difficile di quanto sembrava fino a un anno fa. E, non ultima e forse più importante la necessità, di finanziare i progetti digitali in corso che visto il costo degli investimenti tecnologici avranno sempre più bisogno di denari.

E’ invece una fantasia la possibilità dell’acquisto del ‘Sole 24 Ore’. Fonti di Confindustria negano che il Sole sia in vendita, anche se i conti del gruppo continuano ad essere in rosso, malgrado gli sforzi del management e della redazione, impegnati in mille iniziative editoriali e di eventi per fare fatturato. Sicuramente il problema di cosa fare del gruppo editoriale “sarà da affrontare” dicono ed è in calendario, ma non subito quando le urgenze sono ben altre. Come la partita del Recovery Fund e i rischi per il riaccendersi del Covid.

Reazioni e commenti
La reazione delle testate – Immadiata la reazione dei quotidiani locali del gruppo. Uno sciopero nella giornata di oggi, con sospensione per 24 ore anche degli aggiornamenti web (fino alle ore 11.30 del 3 ottobre), e pacchetto di cinque giornate di astensione del lavoro affidato ai cdr sono le iniziative indette dal coordinamento delle assemblee di Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio, Il Mattino di Padova, Corriere delle Alpi, Il Piccolo, Il Tirreno, La Nuova Ferrara, La Nuova Venezia, La Provincia Pavese, La Sentinella del Canavese, La Tribuna di Treviso, Il Messaggero Veneto.

Ecco la nota congiunta:
“La notizia della trattativa di vendite di quattro giornali del gruppo Gedi (il Tirreno, la Gazzetta di Modena, la Gazzetta di Reggio e la Nuova Ferrara) giunge dopo un periodo di disinteresse totale dei vertici del gruppo rispetto alle dinamiche delle singole redazioni dei 13 giornali Gnn ex Finegil.

La volontà di dismettere alcune, o tutte le testate ex Finegil, era evidente da tempo, nonostante le rassicurazioni date nell’unico incontro avuto quest’anno con l’amministratore delegato e il direttore editoriale di Gnn.

L’operazione in corso è particolarmente grave, nelle dinamiche e negli effetti, perché porterà alla distruzione dell’esperienza che da più di 40 anni rappresenta Finegil: un’informazione locale libera e indipendente legata a un grande gruppo editoriale (Editoriale L’Espresso, poi Gedi). Questo ha garantito giornali di qualità in decine di province italiane.

E’ evidente che l’intenzione, se confermata, di vendita a editori che mai hanno fatto questo mestiere, distrugge questo modello e indebolisce l’intero sistema informativo italiano.

La politica, dal Parlamento ai singoli Consigli comunali interessati, dovrebbero interrogarsi su cosa sta creando la legge che impone un tetto del 20% dei quotidiani nelle mani di un singolo editore. Se le notizie dovessero trovare conferma, avremo in pochi mesi un gruppo Gedi che svende quotidiani regionali (il Tirreno) e provinciali (Nuova Ferrara, Gazzetta di Reggio e Gazzetta di Modena) per poter comprare un altro quotidiano nazionale come il Sole 24 ore. Chiediamo quindi ad un gruppo imprenditoriale leader in Italia, con i piedi ben piantati da sempre nel mondo dell’informazione, se l’operazione ideata e avviata solo pochi mesi dopo avere assunto la guida del principale gruppo editoriale italiano rappresenta solo un’operazione contabile o se è stata valutata la sua sostenibilità futura, anche a breve termine, sia per le persone coinvolte dalla cessione che per le testate che svolgono un servizio importante nelle loro comunità. Aspetti che non dovrebbero essere indifferenti ad un imprenditore “responsabile”, con la sua lunga storia e il ruolo indiscusso che esercita nel mercato e che vuol continuare ad esercitare.

A questo punto la richiesta che facciamo all’editore, oltre a quella di convocare immediatamente i Cdr coinvolti nella trattativa di vendita rispondendo alla loro richiesta già avanzata martedì e finora disattesa, è quella di venderci tutti, ma venderci in blocco. In questo modo potremo salvaguardare conoscenze, esperienze e, più in generale, un modello di informazione glocal che ha avuto successo e che in quasi tutte le realtà rende ancora economicamente, a differenza della stampa nazionale che appare in una crisi disastrosa.

Per questi motivi le assemblee del coordinamento hanno indetto lo sciopero nella giornata odierna con sospensione per 24 ore anche degli aggiornamenti web (fino alle ore 11.30 del 3 ottobre), affidando contestualmente pacchetti con giornate di astensione del lavoro ai Cdr. I nostri giornali non saranno quindi in edicola sabato 3 ottobre.

Fnsi e Associazioni regionali – Presa di posizione anche da parte della Fnsi, che in una nota congiunta con le associazioni regionali ha chiesto chiarezza sul futuro delle testate coinvolte. “La Federazione nazionale della Stampa italiana e le Associazioni regionali della Stampa di Emilia Romagna e Toscana esprimono preoccupazione per le voci insistenti di cessione da parte del Gruppo Gedi delle Gazzette di Modena e Reggio Emilia, della Nuova Ferrara e del Tirreno di Livorno.

“Ferme restando la libertà d’impresa e le regole del libero mercato, la vendita di testate giornalistiche – rileva il sindacato – richiede sempre una particolare accortezza nella valutazione dei progetti industriali, della solidità imprenditoriale e dell’affidabilità dei compratori. Oltre ai posti di lavoro, sono in gioco l’informazione, bene pubblico essenziale e costituzionalmente garantito, e il ruolo fondamentale dei giornali per la crescita dell’opinione pubblica e delle comunità di cittadini”.

Per queste ragioni, il sindacato dei giornalisti, in tutte le sue articolazioni, seguirà da vicino l’evolversi della trattativa, “assicurando ai colleghi – aggiungono Fnsi, Aser e Ast – l’assistenza necessaria. L’auspicio è che il Gruppo Gedi valuti tutti gli aspetti, a cominciare dalla serietà degli interlocutori, e le ricadute di un’eventuale cessione, evitando che un’operazione di questa portata si traduca in un ridimensionamento delle testate interessate e in tagli indiscriminati all’occupazione. Confidando in un ripensamento, anche alla luce del radicamento delle testate sui territori di riferimento e del patrimonio di professionalità di cui sono dotate, l’augurio – conclude il sindacato – è che il Gruppo Gedi eviti ai giornalisti e ai lavoratori dei giornali al centro della trattativa il destino tragico toccato alla Città di Salerno, la cui cessione è stata la premessa, peraltro prevedibile, per l’umiliazione di solide professionalità e la distruzione di occupazione”.

Dalla politica – Sul fronte politico, prima reazione da parte del deputato Iv Michele Anzaldi, che in un post Facebook ha chiesto l’intervento del sottosegretario all’editoria, Claudio Martella.
“Il sottosegretario all’Editoria Martella verifichi e riferisca al più presto in Commissione Cultura sulle indiscrezioni secondo cui il Gruppo Gedi di Fca, già proprietario dei quotidiani nazionali Repubblica, Stampa e Secolo XIX e di una quota importante di quotidiani locali, starebbe pensando di smembrare le testate dell’ex gruppo Finegil e venderne alcune in una logica di spezzatino per poter acquistare un’altra testata nazionale come Il Sole 24 Ore, creando una concentrazione che potrebbe ledere il pluralismo e danneggiare testate storiche come Il Tirreno, La Nuova Ferrara, la Gazzetta di Modena, la Gazzetta di Reggio”.

 

Il sottosegretario all’Editoria Martella verifichi e riferisca al più presto in Commissione Cultura sulle indiscrezioni…

Pubblicato da Michele Anzaldi su Venerdì 2 ottobre 2020

“Si mettono a rischio pluralismo, posti di lavoro, integrità delle testate, anche perché, ha rimarcato Anzaldi, la cessione senza un’attenta valutazione dei piani industriali dei nuovi editori potrebbe aprire una voragine su un settore fondamentale come la stampa locale, in particolare in un momento storico come l’attuale, con la pandemia in corso, che ha visto moltiplicarsi la domanda di informazione affidabile. L’allarme lanciato anche dalla Fnsi e dall’Ordine dei giornalisti della Toscana richiede immediati chiarimenti”.

Reagiscono anche i  Cdr di Repubblica, Espresso, Gedi visual e Radio Capital che il 2 ottobre escono con questa nota stampa:
Abbiamo appreso, purtroppo da fonti “terze”, con amarezza e stupore l’intenzione dell’azienda di dismettere testate storiche del gruppo. I giornalisti de la Repubblica, Gedi visual, L’Espresso e Radio Capital esprimono compatti la massima solidarietà ai colleghi delle testate locali in lotta, chiedono formalmente all’azienda di fornire con la dovuta sollecitudine conferma o meno delle voci che si susseguono in queste ore e si aspettano spiegazioni sul futuro editoriale e multimediale che si sta immaginando per il nostro gruppo.
Un gruppo che ha mostrato un modo e una via di fare grande giornalismo. Nazionale, con un respiro nuovo; locale, grazie ad un network di risorse e talenti. Questo patrimonio rischia ora di essere smontato pezzo dopo pezzo con le progressive cessioni. Le redazioni vigileranno con la massima sollecitudine sulle risposte che verranno fornite. Riservandosi prossime iniziative, a fianco dei colleghi delle redazioni locali e in difesa dell’identità del gruppo.

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