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Facebook sfida Erdogan e non si adegua alle richieste della ‘legge bavaglio’ sui social. A richio multe e taglio di banda

Facebook contro Erdogan. A pochi giorni dall’entrata in vigore in Turchia della ‘legge bavaglio’ sui social [1], Menlo Park – scrive il Financial Times [2] – avrebbe informato il governo di Ankara di non volersi adeguare alle richieste del provvedimento, che, tra le altre norme, impongono alle piattaforme con oltre 1 milioni di utenti giornalieri di archiviare i dati degli utenti nel paese e nominare un rappresentante locale che sia responsabile nei confronti delle autorità o che debba affrontare misure punitive.

Recep Tayyip Erdogan (Foto Ansa – EPA/TURKISH)

La legge – una risposta a Erdogan che a inizio anno aveva affermato di volere “controllate o bandite” nel paese le piattaforme “immorali” – ha suscitato fin da subito proteste da parte delle opposizioni e delle associazioni, con con l’International Press Institute che ha parlato del rischio di un notevole aumento della censura digitale e delle minacce alla libertà dei media.

Al momento Facebook, che gestisce tutte le attività per la Turchia da Londra, non ha rilasciato commenti. Se dovesse continuare a mantenere questa posizione, il social potrebbe andare incontro a multe e a una riduzione della sua larghezza di banda fino al 90%, cosa che lo renderebbe incredibilmente lento da usare nel paese.

Nessuna presa di posizione da parte di altre piattaforme, così come non sono arrivati commenti dalle autorità turche che, rimarca il giornale, usano in larga parte i social proprio per raggiungere con i loro messaggi i più giovani.