Inspiring Data – Opposti estremismi sul Nobel per la pace

Chi vincerà domani (venerdì 9 ottobre) il Nobel per la Pace in un anno di “guerra speciale” contro un nemico invisibile? È quello che GPF ha chiesto agli italiani, con risultati che confermano l’attenzione a quanto sta succedendo nel mondo rispetto all’emergenza sanitaria.

Donald Trump
(Foto Ansa – EPA/Stefani Reynolds / POOL)

Agli intervistati è stato prospettato un quintetto composto dal direttore generale dell’Oms Tedros Ghebreyesus, il Primo ministro neozelandese Jacinta Ardern, il dissidente russo salvato da un probabile avvelenamento Aleksej Navalnyj e due ‘sempreverdi’ già discussi per il Nobel l’anno scorso: l’icona dell’ambientalismo Greta Thunberg e l’outsider Donald Trump.

I risultati sono stati interpretati sulla mappa socioculturale 3SC® che vediamo riportata sotto.

Oltre metà campione (51,3%) punta sull’Oms, a cui viene riconosciuto un ruolo di guida nonostante gli inizi zoppicanti dei primi mesi di pandemia. Il posizionamento è baricentrico, leggermente più forte tra i più tradizionali. La seconda scelta è Greta, con quasi un italiano su tre (il 30,4%), soprattutto tra i più giovani e tra chi appartiene al segmento socioculturale della ‘Modernità Postmaterialista’, molto sensibile alle tematiche ambientali in ottica innovativa e post-moderna. La parte rimanente del campione (di poco superiore al 18%) è quasi equamente distribuita tra Trump (notissimo ma non considerato adatto per un riconoscimento del genere; i supporter sono soprattutto tra la Cultura Piccolo-Borghese), Navalnyj e Ardern, questi ultimi plausibilmente per la scarsa notorietà e perché considerati rappresentanti di Paesi fisicamente e concettualmente distanti.

 

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