Copyright, giudici francesi ordinano a Google di negoziare con editori. Media Ue soddisfatti: sia precedente

La giustizia francese ha confermato la decisione dell’Authority per la Concorrenza di Parigi di imporre a Google di negoziare con la stampa del paese sulla questione del copyright: è quanto annunciato dalla presidente dell’Authority di Parigi, Isabelle de Silva. “La Corte d’appello di Parigi conferma la decisione”, ha spiegato, aggiungendo che i giudici hanno dunque ordinato al colosso americano del web un “negoziato in buona fede sui diritti connessi con gli editori”. “Una decisione molto importante”, esulta de Silva in un tweet, aggiungendo che “la concorrenza si applica a tutti, incluso nel digitale”.

La decisione è considerata una vittoria per gli editori francesi, l’Alleanza della stampa di informazione generale (Apig), l’Agence France Presse (Afp) e il sindacato degli editori delle riviste impegnati nella battaglia giudiziaria contro Google.

(Foto Ansa EPA/JOHN G. MABANGLO)

Reazioni positive dall’industria dei media europei. “Siamo soddisfatti di vedere che Google non è al di sopra della legge e che dovrà impegnarsi per proporre agli editori dei compensi equi”, ha detto Wout van Wijk, direttore esecutivo di News Media Europe, organizzazione che rappresenta il settore.
“Speriamo che la sentenza crei un precedente sul fatto che il diritto d’autore è uno strumento di negoziazione onesto e applicabile per riequilibrare i rapporti tra i produttori di contenuti giornalistici e i distributori online”.

“Adesso abbiamo una sentenza che dichiara che Google deve condividere con gli editori i ricavi diretti e indiretti che ottiene dalla pubblicazione di notizie, oltre a delle indicazioni precise sulle negoziazioni”, ha affermato invece Angela Mills Wade, direttrice esecutiva del Consiglio degli editori Ue (Epc). La sentenza, ha continuato, “conferma che Google deve negoziare con gli editori sulla base dei diritti connessi al diritto d’autore secondo la legge francese” una giusta retribuzione per i contenuti condivisi online.

“E’ un precedente importante, che conferma l’integrità dei diritti connessi come stabilito dalla direttiva Ue sul diritto d’autore”, ha concluso.

 

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