Il libro di Prima – Ruben Razzante parla della ‘Rete che vorrei’, sull’informazione post Covid

La parola agli autori. Ogni volta un libro, scelto da ‘Prima’ viene qui raccontato da chi lo ha scritto.

Ruben Razzante è docente di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano e alla Lumsa di Roma, ed è entrato nella task force del governo per il contrasto alla diffusione di fake news relative al Covid 19 sul web e sui social network.
Razzante ha curato il volume ‘La Rete che vorrei’ (FrancoAngeli, pagg. 158, euro 18), cui hanno partecipato, con lui: C. Avenia (Confindustria Digitale), G.C. Blangiardo (Istat), C. Cascone (Tribunale per i minorenni di Milano), D. Chieffi (Dipartimento Innovazione, Presidenza del Consiglio), G. De Rita (Censis), D. Dougherty (Alibaba Group), M. Foa (Rai), C. Giorgi (Amazon Italia), M. Ibarra (Sky Italia), S. Lucchini (Intesa Sanpaolo), M. Marseglia (Amazon Italia), A. Mazzetti (Facebook), S. Panseri (Google), G. Pitruzzella (Corte di Giustizia U.E.).

Ruben Razzante

“Pretendere di padroneggiare fino in fondo i cambiamenti che la Rete sta vivendo equivarrebbe all’illusione di riuscire a trattenere in una mano tutti i granelli di sabbia raccolti. Occorre uno sforzo di maturo e operoso adattamento all’ambiente virtuale che non faccia mai venir meno la centralità irriducibile dell’uomo e la sua inarrivabile profondità.
“In piena pandemia social, store online, motori di ricerca hanno garantito servizi essenziali o diritti diventando più ‘umani’ ma anche più potenti, le Tv hanno acquistato nuova centralità, le imprese, la pubblica amministrazione, i cittadini hanno allargato la loro dimensione digitale in modo impensabile. Si sono create nuove opportunità ma anche nuovi divari; c’è stata una overdose tecnologica che ha spazzato via vecchie consuetudini ma anche aperto la strada ad abusi e/o dipendenze. La disinformazione galoppa. Come trovare un nuovo equilibrio?

“Nel volume ‘La Rete che vorrei. Per un web al servizio di cittadini e imprese dopo il Covid-19’ provano a dare una risposta al quesito alcuni osservatori privilegiati: i colossi della Rete (Alibaba, Amazon, Facebook, Google), le Tv (RAI e Sky), le istituzioni (Dipartimento Innovazione, Tribunale per i Minorenni di Milano, Corte di Giustizia Europea), il mondo produttivo (Confindustria e banche), i centri di ricerca (Censis e Istat)”.

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