Accusata di razzismo per la nuova linea di correttori: bufera social su ClioMakeUp

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Professionisti contro le piattaforme per recensioni online false o ingiuriose. Il fenomeno delle recensioni sul web false, diffamatorie o semplicemente frutto di competitor sleali sta “contagiando” anche i professionisti. I giudici hanno spesso bloccato i giudizi diffamanti o palesemente falsi, lasciando ampia libertà di critica. Amazon il mese scorso ha cancellato oltre 20 mila false recensioni scritte in cambio di denaro e finite al centro di un’inchiesta ai suoi danni nel Regno Unito.

Le maglie dell’antitrust americano si stringono attorno alle Big Tech. Congresso e autorità di regolamentazione, nonostante il clima di divisione politica che ha caratterizzato gli ultimi anni, hanno dato un crescente consenso sulla necessità di arginare lo strapotere delle grandi aziende del settore, che hanno ormai conquistato posizioni dominanti nell’economia reale e in Borsa tanto da essere chiamati i «baroni cibernetici».

Voleva rappresentare la diversità e invece è stata accusata di razzismo. Protagonista dell’ultimo caso social è la 38enne Clio Zammatteo, nota come ClioMakeUp. L’imprenditrice digitale, da poco tornata a vivere in Italia, ha lanciato sul mercato la linea di correttori “Oh my love”: 14 sfumature di trucco, per nascondere le imperfezioni, create per una gamma di pelli che va dalla più chiara alla più scura. La scelta delle gradazioni è stata però criticata da alcuni utenti secondo i quali solamente 4 sarebbero destinate a persone dalla pelle scura. Una percentuale ritenuta troppo bassa per un prodotto che dovrebbe essere inclusivo.

Il videogioco Fortnite non tornerà sui dispositivi Apple prima dell’estate 2021. Un giudice di San Francisco ha respinto il ricorso di Epic Games, la società produttrice del gioco, che voleva costringere il gruppo di Cupertino a consentire l’istallazione sui suoi dispositivi iOS. Epic Games, in causa contro Apple, aveva cercato di aggirarne i pagamenti, ritenendo cara la commissione del 30%.

Felipe, la star di YouTube che sfida Bolsonaro. Felipe Neto, 32 anni, cresciuto ai margini di una favela, una famiglia profondamente religiosa e reazionaria, è tra i più noti influencer del Brasile. Forte dei 40 milioni di follower su Youtube e 11 su Twitter, questo ragazzetto ha lasciato per un momento il mondo dei videogiochi per puntare il dito contro “la dittatura strisciante” nel Brasile. «Penso che qualsiasi comunicatore che resta in silenzio su quello che stiamo vivendo è nei fatti complice», ha spiegato a El Pais.

Twitter prova a rafforzare le «barriere anti bugie». La piattaforma segnalerà agli utenti le dichiarazioni false dei politici con più di 100 mila follower; limiterà gli annunci prematuri di vittoria e bloccherà appelli alla violenza o al sabotaggio delle procedure elettorali. Inoltre sarà più lenta la possibilità di ritwittare i messaggi: agli utenti verrà chiesto di aggiungere un proprio commento. Un modo, secondo Twitter, per arginare l’effetto valanga di un post pubblicato da un leader.

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