Premiolino: rimandate il primavera la consegna dei riconoscimenti e la festa per i 60 anni della manifestazione

L’idea era di festeggiare i vincitori 2020 e di celebrare i 60 anni del Premiolino, riconoscimenti decisi da giornalisti per la bravura di altri giornalisti, con un evento di ricordi seguiti da un brindisi, il 23 settembre, nei bellissimi spazi della Scala di Milano. Ma l’incattivirsi dell’epidemia Covid 19 ha fatto decidere alla giuria, d’accordo con Bmw Italia che affianca l’iniziativa, di rimandare alla prossima primavera la consegna dei premi e l’evento per il compleanno.

I vincitori del Premiolino

Niente festa, ma almeno ricordare chi sono i bravi giornalisti premiati che in questi tempi difficili dimostrano che la buona informazione ha sempre un grande valore. Iniziamo la rassegna con Guy Chiappaventi e Flavia Filippi, redazione di La7 ‘Bersaglio Mobile’, per lo speciale ‘Il massacro Nascosto’. Chiappaventi si è occupato di temi molto importanti come il G8 di Genova, il crollo del regime di Saddam Hussein, la Roma di Mafia Capitale e numerosi altri fatti di notevole rilevanza. Ha pubblicato ‘Baghdad anno zero’ (Limina, 2003), ‘Pistole e palloni’ (Castelvecchi, 2003), ‘La valigia del centravanti’ (Limina, 2004) e ‘Aveva un volto bianco e tirato’. Il caso ‘Re Cecconi’ (Tunué, 2016). Filippi inizia alla redazione sportiva di Tmc, per la quale ha seguito tre Olimpiadi e l’avventura del Moro di Venezia, a San Diego nel 1992. Poi è passata alla redazione cronaca del Tg La7, che ha guidato per 9 anni, fino al 2016. Da quell’anno è inviato speciale per il direttore del tg, Enrico Mentana, che l’ha mandata al Cairo per seguire il caso Regeni e tre anni fa l’ha inviata a Madrid per il referendum. Con Chiappaventi è al quarto docufilm: prima di questo sul Covid in val Seriana, i due giornalisti hanno trattato ‘Mafia Capitale’, il giallo della morte del manager Mps David Rossi e lo scandalo di Bibbiano.

2) Paolo Condò, Sky. Professionista dal 1981 con ‘Il Piccolo’, per la ‘Gazzetta dello Sport’ ha seguito 7 Mondiali e 5 Europei di calcio, 2 Olimpiadi estive, 8 Giri d’Italia e numerosi altri eventi. Nel 2015 è passato a Sky Sport. Dal 2010 è l’unico italiano membro della giuria internazionale di ‘France Football’ che assegna il Pallone d’oro. Ha scritto il romanzo ‘Sotto copertura’ (Piemme, 2002) e ‘Duellanti’ (Baldini & Castoldi, 2016). Con Francesco Totti ha pubblicato ‘Un capitano’ edito da Rizzoli. Da settembre 2020 è una delle firme di Repubblica.

3) Michele Masneri, Il Foglio. È nato a Brescia e vive a Roma. Si occupa di cultura e costume per il Foglio. Collabora anche con Vogue Italia e Wired America. È autore del romanzo ‘Addio, Monti’ (Minimum Fax, 2014), e di ‘Steve Jobs non abita più qui’ (Adelphi, 2020), reportage narrativo dalla California dove è stato corrispondente nel 2016-2018.

4) Simona Ravizza, Corriere della Sera. Da 18 anni al Corriere della Sera, ha seguito per la Cronaca di Milano i principali scandali della sanità lombarda, scrivendo anche il libro ‘I Segreti di don Verzé’ (ed. Corriere della Sera, con Mario Gerevini). Dall’aprile 2019 lavora nella redazione Dataroom svolgendo inchieste, soprattutto di sanità. Durante i mesi clou dell’epidemia ha raccontato come e perché la Lombardia è stata travolta dal virus, curando anche l’instant book ’50 domande sul Coronavirus’ e scrivendo il libro ‘Come nasce un’epidemia’ (ed. Rizzoli, con Fiorenza Sarzanini e Marco Imarisio).

5) Nello Scavo, Avvenire. In prima linea nel raccontare le rotte migratorie del Mediterraneo, autore di numerosi scoop riguardanti i respingimenti al largo delle coste europee e i rapporti tra i governi, in particolar modo italiano e maltese, vive attualmente sotto scorta a seguito delle minacce ricevute da parte del trafficante libico Abd Raman al Milan. I suoi libri sono stati tradotti in 16 lingue. Tra gli altri, ha scritto ‘La Lista di Bergoglio’ (Emi, 2013), ‘Luigi Ciotti, un pretre contre la mafia’ (Bayard, Francia), ‘I nemici di Francesco’ (Piemme, 2015), ‘Perseguitati’ (Piemme, 2017), ‘Fake Pope. Le false notizie su papa Francesco’ (San Paolo Edizioni, 2018), ‘A casa loro’ (People, 2019, scritto con Giulio Cavalli) e ‘Pescatori di uomini’ (Garzanti, 2020, scritto con Mattia Ferrari).

6) Will Media, pagina Instagram di informazione con quasi 500 mila followers, che raccontiamo sul numero di settembre di Prima. La community fondata da Alessandro Tommasi e da Imen Boulahrajane, nota al pubblico dei social come Imen Jane, è “uno spazio per i curiosi del mondo, per capire ciò che ci circonda (e fare un figurone a cena)” che ha come target le giovani generazioni e si occupa di economia, politica, sostenibilità, medicina, attualità.

Il ‘Premiolino-BMW SpecialMente’ è stato assegnato dalla Giuria a Massimo Bottura, lo chef patron dell’Osteria Francescana (migliore tavola al mondo secondo il World’s 50 Best Restaurants), impegnato in prima linea sul tema dell’inclusione sociale attraverso iniziative come Food for soul, Il Tortellante, e autore, durante il lock down, del programma Istagram ‘Kitchen Quarantine’, realizzato in famiglia per portare messaggi positivi nelle case durante la pandemia. Il Premiolino BMW SpecialMente viene destinato a un giornalista, blogger o comunicatore che si sia distinto per la realizzazione di articoli o servizi sui temi connessi all’inclusione sociale che Bmw Italia promuove attraverso il progetto SpecialMente.

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