La reputazione guiderà gli investimenti 2021. I risultati della ricerca Provoke

Notizie e approfondimenti quotidiani sul digitale a cura di Reputation Manager, la società di riferimento in Italia per l’analisi, la gestione e la costruzione della reputazione online.

Pisano: formazione, cloud e banda larga le priorità. «Inserire nei programmi didattici nuovi spazi per l’insegnamento delle competenze digitali, aumentare formazione e aggiornamento anche nel mondo del lavoro. Costruire infrastrutture che possano agevolare digitalizzazione e crescita dell’economia». La banda larga e il cloud in primis. Questa la ricetta della ministra per l’Innovazione Paola Pisano.

La reputazione guiderà gli investimenti 2021. Il budget complessivo di spesa in comunicazione nel 2020 è stato di circa 4,2 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 4,8 miliardi di dollari del 2019. Per i migliori 100 comunicatori al mondo la proiezione legata agli investimenti del 2021 vedrà una forte attenzione sulla reputazione aziendale (75%), sulle pubbliche relazioni (66%), sulla gestione dei social media (55%), sulla gestione delle crisi (30%). Molto meno rilevanti le esperienze di influencer marketing (23%) o le classiche sponsorizzazioni (9%). A dirlo è il rapporto “The Influence 100” promosso dalla società newyorkese Provoke.

In Italia sempre più Pec. Stando all’analisi di Aruba, a settembre sono 11,5 milioni le caselle Pec attivate. Maggio e giugno, a differenza di quanto successo negli anni precedenti, hanno visto una crescita esponenziale delle nuove attivazioni: nel corso del terzo bimestre 2020, sono state più di 193 mila le e-mail create con quasi 35 milioni di messaggi scambiati in più rispetto al 2019.

Illeciti, Google deve attivarsi. Google, pur non essendo gravata dall’obbligo di monitoraggio preventivo su tutti i contenuti pubblicati, ha comunque l’obbligo di attivarsi per un immediato di controllo non appena ricevuta una segnalazione di presunto fatto illecito da parte di un destinatario del servizio. Si tratta di una valutazione interna, dei contenuti denunciati che debbono essere prontamente rimossi solo ove il contenuto illecito sia manifesto ed evidente. Questo, in estrema sintesi, è quanto deciso dal Tribunale di Roma, sezione civile, con la recente ordinanza del 21/9/2020 pronunciata in via d’urgenza e riguardante la pubblicazione di alcune recensioni fortemente critiche nei confronti di una struttura sanitaria privata, postate sulla piattaforma Google My Business.

In Italia più di mille siti e-­commerce farmaceutici. Dal 2016, quando il ministero della Salute ha normato la vendita sul web di farmaci da banco e senza obbligo di ricetta, si è assistito a un aumento delle farmacia e parafarmacie online, che oggi hanno raggiunto quota 1.060, con una crescita di +197 rispetto al 2019.

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