Vivendi, nei 9 mesi Universal e Canal+ spingono i ricavi. La media company aumenta ancora la sua quota in Lagardere

Vivendi ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con ricavi per 11,6 miliardi di euro, in crescita del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2019 (-1,1% a cambi e perimetro costanti), di cui 4,02 miliardi realizzati nel terzo trimestre (+1,3% e +0,7% a cambi e perimetro costanti). L’aumento dei ricavi è dovuto principalmente a Universal Music Group e Canal+, il cui fatturato è cresciuto rispettivamente del 5,1% a 5,3 miliardi e del 6,6% a 4,05 miliardi, “dimostrando la resistenza delle attività basate sugli abbonamenti e le sottoscrizioni” ed è stato in parte frenato dal rallentamento dei ricavi di Havas e di Vivendi Village, che sono stati condizionati dalla pandemia di Covid-19″.

Anche nel terzo trimestre il contributo alla crescita dei ricavi è arrivato da Universal Music Group (+3%), Canal+ (+7,3%) ed Editis (+10.4%) mentre Havas ha visto un calo del 14,5% del fatturato e le altre attività del 32,6%.

Vincent Bolloré, Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Vivendi (Foto Ansa)

Sul fronte delle partecipazioni, Vivendi ha comunicato di aver ritoccato al rialzo la sua presenza in Lagardere. La media company ha annunciato di detenere – al 19 ottobre – il 28,3% del capitale e il 21,5% dei diritti di voto nel gruppo editoriale francese (al 30 settembre era al 26,66% del capitale).
Nel documento, Vivendi ha ricordato di avere siglato un patto con Amber Capital il 10 agosto, richiedendo di avere una presenza nel consiglio di sorveglianza. La richiesta ha dato origine a un contenzioso legale, con il tribunale di Parigi che ha recentemente bloccato l’istanza dei due soci. Vivendi ha comunque ribadito l’intenzione di ricorrere in appello.

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