Inspiring Data – Fra Raggi e Calenda, arriva Bertolaso. Chi vincerà la sfida al Campidoglio?

Sembra un casting tv, ma in realtà è una scelta cruciale per il Paese e soprattutto la sua Capitale. Qual è il profilo di sindaco ideale per una città come Roma? I romani sceglieranno il nuovo sindaco la prossima primavera, ma già ora è lotta tra candidature e il dibattito sull’elezione occuperà molto della politica nazionale nei prossimi mesi. GPF Inspiring Research ha profilato le caratteristiche del candidato ideale per Roma tramite una indagine campionaria condotta tra gli italiani. Serietà,competenza e cambiamento sono le tre qualità-chiave richieste, ma molto importanti anche efficienza nel risolvere i problemi della città, onestà e rigore (grafico sotto; due risposte possibili).

Chi corrisponde maggiormente a tale modello? La risposta varia ampiamente a seconda della collocazione politica e del profilo socioculturale degli intervistati, tanto da far emergere non uno ma tre distinti profili, che abbiamo posizionato sulla Mappa 3SC® (sotto riportata) accanto a 11 possibili candidati, selezionati da GPF in base ad anticipazioni e autocandidature di questi giorni o criteri di visibilità dei soggetti.

I tre candidati ideali, indicati in giallo, corrispondono a tre distinte aspettative da parte di altrettanti segmenti di popolazione molto diversi tra loro.

Il quadrante più orientato a Privato e Tradizione vorrebbe un sindaco in grado di riportare la città a un prestigio visto come perduto, attraverso il rispetto dell’ordine precostituito e una riscoperta delle tradizioni.
Il segmento più orientato al Sociale vuole un sindaco che garantisca maggior giustizia sociale e una ricostruzione economica che parta dal rispetto dei diritti di tutti.
I segmenti più innovativi vorrebbero una città profondamente rinnovata: una ‘Roma 5.0’ rappresentata da qualcuno che possa imporre una svolta culturale netta.

Nomi come Giorgia Melonie Giulia Bongiorno risultano di particolare appeal per un segmento di italiani più orientato ai valori d’impronta privatistica (orientati al Sé) e tradizionali (la Cultura Piccolo Borghese). In quest’area risiedono anche, ma in posizione leggermente più baricentrica, l’ex direttore della Protezione civile Guido Bertolaso e il giornalista Nicola Porro.

Virginia Raggi ha un profilo abbastanza baricentrico e perfettamente in linea con l’elettorato fedele al Movimento 5 Stelle.

Virginia Raggi (Photo by Andreas SOLARO / AFP)

Carlo Calenda, Enrico Letta e Roberto Morassut sono posizionati in un’area corrispondente a un maggior interesse per il Sociale. In particolare, Morassut è molto prossimo al centrosinistra-Pd, mentre Letta è di maggior appeal per il segmento della Modernità Post-materialista, non lontano da Calenda, l’unico ad aver finora ufficializzato la candidatura proprio in questi giorni, più spostato verso il polo dell’innovazione.

Massimo Giletti

Massimo Giletti

Tra gli outsider, interessante il posizionamento di Emanuele Filiberto nel segmento della Modernità Affluente, che ne apprezza anche il ruolo di personaggio fuori dagli schemi politici pre-costituiti. Così come quello di Massimo Giletti, a cavallo tra tradizione e innovazione.
Un posizionamento molto più ‘estremo’ in questo quadrante caratterizza infine Vittorio Sgarbi, perfettamente in linea con il suo portato di spettacolarizzazione e modernità .

Patrizia Carrarini

Carlo Berruti – Direttore Scientifico GPF Inspiring Research

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Black Friday, boom di tentativi di truffa su web e social. I consigli Codacons per evitarle

Black Friday, boom di tentativi di truffa su web e social. I consigli Codacons per evitarle

Cinema e audiovisivo: via al tavolo Mibact per il rilancio del settore dopo l’emergenza Covid

Cinema e audiovisivo: via al tavolo Mibact per il rilancio del settore dopo l’emergenza Covid

‘Roba da paesi comunisti’. Trump attacca i social e chiede (di nuovo) lo stop a immunità per le big tech

‘Roba da paesi comunisti’. Trump attacca i social e chiede (di nuovo) lo stop a immunità per le big tech